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Grecia: Intervista con un sindacalista libertario greco

category grecia / turchia / cipro | lotte sul territorio | intervista author Monday December 15, 2008 02:04author by CNT-f Report this post to the editors

Intervista con Yiannis, Segretario Internazionale dell'ESE (Eleftheriaki Sindikalistiki Enosi)

Intervista a cura del Segretario Interazionale della CNT-f in conversazione con il Segretario Internazionale dell'ESE (Unione dei Sindacalisti Libertari) sulla morte di Alexis Grigoropoulos ed i successivi avvenimenti. [English]


Intervista con un sindacalista libertario greco


Ci puoi descrivere gli avvenimenti attorno alla morte di Alexis?

Da tre anni la strategia della polizia greca ad Exarchia, un quartiere noto per la lotta popolare che ospita molti studenti, giovani e libertari, è una di provocazione. Le pattuglie sono diventate più frequenti ultimamente e i giovani sono quotidianamente soggetti ad insulti da parte dei poliziotti.

Per quanto riguarda l'assassinio di questo ragazzo quindicenne, tutti i testimoni (residenti, passanti, ecc.) dichiarano che la polizia stava provocando un gruppetto di giovani con insulti. Quando i giovani hanno risposto, i poliziotti hanno parcheggiato la macchina e sono tornati a confrontare questo gruppo di giovani dov'erano rimasti seduti, e sono partiti tre colpi di pistola. I testimoni dichiarano che l'assassino ha sparato direttamente contro Alexis, che è morto lì sul marciapiede.

Quali sono le tattiche della polizia greca?

Dalla fine della dittatura dei colonelli, decine di greci sono stati uccisi dalla polizia. Tra i morti ricordiamo Mikalis Kaltezas, un militante anarchico quindicenne ucciso nel 1985; Issidorous Issidoropoulos, un militante sedicenne dell'estrema sinistra ucciso nel 1976; Koumis e Kanellopoulou, due manifestanti e diversi immigranti e persone di varie minoranze etniche (zingari, turchi della Trace, ecc.). Recentemente la polizia ha assassinato un giovane disabile. Allo stesso momento, vediamo innumerevoli casi di tortura di militanti, manifestanti ed immigrantinelle caserme, nonché un uso sistematico e ingiustificato di bombolette di gas lacrimogeni ed altre arme alle manifestazioni di ogni tipo. Aggiungerei che nessun poliziotto è mai stato ucciso da un manifestante, e nessun poliziotto ha mai scontato più di due anni e mezzo di carcere. insulti da parte dei poliziotti.

Che succede ora, e dove?

La rivolta è esplosa nelle capitali di praticamente ogni regione. A Salonicco, Agrinion, Yiannena e in tutta la Creta ci sono stati scontri ptra polizia e manifestanti. A Patrasso, la polizia ha aggredito i manifestanti insieme ad un battaglione di neonazisti armati, i cosiddetti "citaddini oltraggiati". Ogni giorno ad Atene di sono diverse manifestazioni con decine di migliaia di manifestanti. Oltre 20mila persone hanno assistito ai funerali di Alexandros Grigoropoulos in segno di solidarietà. Non si tratta di una "ribellione cieca" come si dice nei media: al contrario, è un vero movimento ed uno che non mostra segni di volersi fermare. I bersagli dei manifestanti sono le banche e la multinazionali, simboli della povertà e della miseria. La rivolta unisce giovani e anziani, militanti e apolitici. Si tratta della rivolta più grande in Grecia dai tempi della Seconda Guerra Mondiale e la successiva Guerra Civile, e potrebbe essere la rivolta più grande nel mondo occidentale degli ultimi 40 anni. Per noi, questa rivolta è completamente legittima.

Oltre all'assassinio di questo giovane, quali sono gli altri motivi dell'esplosione di proteste?

La nostra è la prima generazione del dopoguerra a vivere condizioni economiche e lavorative peggiori di quelle conosciute dai nostri genitori. Parliamo spesso in Grecia della "generazione dei €700". Indubbiamente questo slogan non esprime veramente quanto le cose vadano male. La maggior parte delle persone sotto i 30 anni vivono con meno di €700 al mese. Gli unici lavori disponibili sono precari o a breve termine, e moltissimi lavorano in nero. I padroni licenziano i precari, dicendo che sono la causa della crisi, mentre il Capitale greco trae benefici dagli enormi profitti ottiene dalla rapina dei Balcani.

La situazione è ancora peggio per gli immigranti che se la devono vedere anche con leggi razziste, xenofobia diffusa e attacchi da gruppi nazisti che vanno sempre impuniti. Devo sottolineare il ruolo che gli immigranti hanno svolto in questo movimento ed il fatto che, come succede sempre, sono loro le prime vittime della repressione di Stato. Dei 400 arresti finora, la metà sono di immigranti. Per quanto riguarda la politica e la coruzione, posso brevemente sintetizzare la situazione: poco tempo fa c'era uno scandalo noto come "l'affare Vatopedio", nel quale il governo dava della terra alla chiesa. Due famiglie hanno governato la Grecia per 34 degli ultimi 40 anni: i Papandreou (centro-sinistra) ed i Karamanlis (destra). A questo va aggiunto la disastrosa gestione degli incendi del 2007; gli attacchi sul Welfare da parte dei socialisti nel 2001 e della destra nel 2006; la privatizzazione dell'ente per l'energia elettrica, dei porti e dell'Olympic Airways.


*Intervista a cura di Jérémie, Segretario internazionale della CNT-f. Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali.

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