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Sede sindacale occupato ad Atene

category grecia / turchia / cipro | lotte sindacali | comunicato stampa author Wednesday December 17, 2008 19:38author by Assemblea Generale dei Lavoratori Insortiauthor email gseefreezone at gmail dot com Report this post to the editors

Comunicato

La sede della Confederazione Generale del Lavoro della Grecia (GSEE, affiliata CSI) ad Atene è stata occupata dai lavoratori, che hanno rilasciato un comunicato in cui dicono che le loro azioni hanno lo scopo di "sfatare il mito generato dai media che i lavoratori non avrebbero partecipato agli scontri e che la rabbia di questi giorni sarebbe dovuta a qualche centinaia di 'mascherati', 'teppisti' ed altre favole simili". Gli striscioni appesi davanti al palazzo dicono: "Dagli 'incidenti' sul lavoro agli assassinii a sangue fredda - lo Stato/Capitale uccide!"; "Nessuna persecuzione! Rilascio immediato di tutti gli arrestati!"; "Sciopero Generale!"; "L'autorganizzazione dei lavoratori sarà la tomba dei padroni!". [Ελληνικά] [English]


Communicato No.1


O saremo noi a determinare la nostra storia o lasceremo che la si determini senza di noi

Noi operai, impiegati, disoccupati, precari, greci o migranti, non ce ne stiamo davanti ai televisori, passivi. Dall'assassinio di Alexandros Grigoropoulos la notte di sabato, abbiamo partecipato alle manifestazioni, agli scontri con la polizia, alle occupazioni al centro e nei quartieri. Abbiamo spesso dovuto lasciare i nostri posti di lavoro ed i nostri obblighi quotidiani per poter scendere in piazza con gli studenti delle scuole superiori e delle università e con gli altri proletari in lotta.

Abbiamo deciso di occupare la sede della GSEE:

  • per trasformarla in un luogo di libera espressione e di incontro per tutti i lavoratori;

  • per sfatare il mito generato dai media che i lavoratori non avrebbero partecipato agli scontri e che la rabbia di questi giorni sarebbe dovuta a qualche centinaia di "mascherati", "teppisti" ed altre favole simili, mentre sugli schermi dei telegiornali i lavoratori venivano presentati come le vittime degli scontri, e mentre la crisi del capitalismo in Grecia e in tutto il mondo porta a innumerevoli esuberi e che i media tratta come "fenomeno naturale";

  • per svergognare e denunciare il ruolo della burocrazia sindacale nel minare l'insurrezione, e non solo. La GSEE e l'intero meccanismo sindacale che la sostiene da decenni, mina tutte le lotte, svende la nostra forza lavoro in scambio di briciole, perpetua il sistema di sfruttamento e schiavitù salariale. La posizione della GSEE mercoledì scorso è indicativa: la GSEE ha cancellato la manifestazione programmata dei lavoratori in sciopero generale, limitandosi all'organizzazione di un breve incontro in Piazza Syntagma e assicurandosi che la gente andasse via subito dopo, per paura che potesse essere infettata dal virus dell'insurrezione;

  • per aprire questo spazio per la prima volta - come continuazione dell'apertura sociale creata dalla stessa insurrezione -, uno spazio che è stato costruito con i nostri contributi, uno spazio dal quale eravamo esclusi. In tutti questi anni abbiamo affidato il nostro futuro ai salvatori di ogni genere e siamo sempre finiti col perdere la nostra dignità. Come lavoratori, dobbiamo cominciare ad assumere le nostre responsabilità e porre fine al sistema di assegnare le nostre speranze a capi "saggi" o rappresentanti "abili". Dobbiamo acquisire la nostra propria voce, intenderci, discutere, decidere e... agire. Resisteremo contro l'attacco generalizzato. E l'unico modo e tramite la creazione della resistenza collettiva di base;

  • per propagare l'idea dell'autorganizzazione e della solidarietà nei luoghi di lavoro, nei comitati di lotta e negli organismi di base, e abolire i burocrati sindacali.
In tutti questi anni abbiamo conosciuto solo la miseria, l'arruffianamento e la violenza sul lavoro. Ci siamo abituati a contare i nostri invalidi e i nostri morti: a causa dei cosiddetti "incidenti" di lavoro. Ci siamo abituati a ignorare i morti dei migranti - i nostri fratelli di classe. Ora siamo stanchi di vivere con l'ansia di assicurarci uno stipendio, di pagare i contributi, con la promessa di una pensione che ora ci sembra un sogno dell'aldilà.

Così come lottiamo per non abbandonare le nostre vite ai padroni e ai burocrati sindacali, non abbandoneremo alcun insorto arrestato allo Stato e al meccanismo giuridico.

Rilascio immediato degli arrestati!
Nessuna accusa agli arrestati!
Autorganizzazione dei lavoratori!
Sciopero Generale!


Mercoledì 17 dicembre 2008, ore 18.00
Assemblea dei lavoratori alla sede "liberata" della GSEE

Assemblea Generale dei Lavoratori Insorti



Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali

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