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5-15 aprile: Giro di conferenze in Italia di un Anarchico Contro il Muro

category mashrek / arabia / irak | lotte sul territorio | editoriale author Monday April 06, 2009 15:45author by FdCA Ufficio relazioni internazionali - Federazione dei Comunisti Anarchiciauthor email internazionale at fdca dot it Report this post to the editors

Genova, Pordenone, Fano, Jesi, Roma

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Anarchici Contro il Muro

Dal 5 al 15 aprile un componente di Anarchici Contro il Muro, Haggai Matar (noto anche per il suo impegno antimilitarista) sarà in Italia per un giro di conferenze con il duplice scopo di informare e aggiornare sulla situazione attuale della lotta contro il muro e contro l'occupazione, e anche di raccogliere fondi per le attività degli ACIM.

Se avete la possibilità, venite ad uno degli eventi qui sotto. Se non potete partecipare e volete dare un sostegno agli ACIM, visitate il sito http://www.fdca.it/wall per informazioni su come contribuire. Ci saranno eventi a: Genova, Pordenone, Fano, Jesi e Roma.

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5-15 aprile: Giro di conferenze in Italia di un Anarchico Contro il Muro


Anarchici Contro il Muro (ACIM) nasce nel 2003 - un anno dopo l'inizio della costruzione del muro della separazione (o muro dell'Aparthied) da parte di Israele - nel campo di protesta durato 4 mesi e formato da attivisti palestinesi, israeliani ed internazionali nel villaggio di Mas'ha, che stavo per perdere le terre a causa del passaggio del muro. Questo campo è diventato il punto focale per una nuova forma di lotta: unitaria, civile, a democrazia diretta, su base territoriale - di fatto una terza intifada conosciuta come "l'Intifada del Muro". Sebbene forti solo di pochi attivisti israeliani, gli ACIM presero parte intensamente a questo nuovo sviluppo insieme ad un numero sempre più alto di villaggi palestinesi le cui condizioni di vita erano minacciate dal passaggio del muro: da Mas'ha a Budrus, da Bil'in a Jayyous, da Ni'ilin a Um Salmuna, e così via, in uno schema di azione diretta e di lotta unitaria che prosegue tutt'oggi.

Nonostante la sua natura non violenta, l'Intifada del Muro prosegue con un prevedibile ed alto costo sul piano umano: a febbraio 2009 sono 17 i manifestanti palestinesi disarmati che sono stati uccisi dalle forze di Stato nel corso di manifestazioni contro la costruzione del muro, e sono migliaia i feriti e gli arrestati - palestinesi, attivisti internazionali ed israeliani. Finora, gli ACIM hanno dovuto affrontare oltre cento imputazioni, soprattutto per "aver portato la guerra in patria" tramite le azioni di protesta fatte nelle città israeliane. Inoltre, a parte le spese vive per il lavoro politico quotidiano, come i trasporti, le bollette telefoniche, gli aiuti immediati o i costi di stampa, i debiti contratti dagli ACIM ammontano attualmente ad oltre 40.000 dollari americani, in parcelle dovute agli avvocati amici che stanno lavorando incessantemente per rappresentarci di fronte alla crescente repressione legale della polizia e delle corti.

Ovviamente, gli ACIM non ricevono finanziamenti da nessuna organizzazione o associazione ufficiale (statale, governativa, ONG che sia), né hanno dei funzionari retribuiti. Contano interamente sulle donazioni delle persone in tutto il mondo, che capiscono quanto sia importante questa lotta e desiderano assicurarne la prosecuzione con un sostegno concreto alla lotta palestinese. Ma si accumulano i costi dei guai giudiziari inflitti dallo Stato, per cui si trovano in un terribile bisogno di sostegno finanziario e quindi chiedono il nostro aiuto.

Dal 5 al 15 aprile un componente di Anarchici Contro il Muro, Haggai Matar (noto anche per il suo impegno antimilitarista, essendo uno dei primi della nuova ondata di obiettori politici alla leva) sarà in Italia per un giro di conferenze con il duplice scopo di informare e aggiornare sulla situazione attuale della lotta contro il muro e contro l'occupazione, e anche di raccogliere fondi per le attività degli ACIM. Se avete la possibilità, venite ad uno degli eventi qui sotto. Se non potete partecipare e volete dare un sostegno agli ACIM, visitate il sito http://www.fdca.it/wall per informazioni su come contribuire.

FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
Ufficio Relazioni Internazionali




Programma del giro

Domenica 5 aprile 2009 - ore 18.30

Anarchist Against The Wall a Genova

presso Spazio di Documentazione "Il Grimaldello"
Via della Maddalena, 81 r. - Genova
per ulteriori informazioni: zaatar@inventati.org oppure: http://www.anarkismo.net/article/12588


Martedì 7 aprile 2009 - ore 20.45

Incontro con Haggai Matar, Israeliano, Refusnik, attivista di Anarchici contro il Muro

presso il PrefabbriKato,
Via Pirandello, 22 - Villanova di Pordenone
per ulteriori informazioni: info@zapatapn.org oppure http://www.anarkismo.net/article/12591


Giovedì 9 aprile 2009 - ore 18.00

Tsumud: Persistere nella resistenza contro l'Occupazione

presso Sala della Pace,
Via Rinalducci, 11 - Fano (PU)
per ulteriori informazioni: fdcafano@fdca.it oppure http://anarkismo.net/article/12637


Sabato 11 aprile 2009 - 17.00

Refusnik, obiettore di coscienza: incontro con Haggai Matar (Anarchici Contro il Muro)

presso il Centro Studi Libertari "Luigi Fabbri"
Via Posterma n. 8 - Jesi
per ulteriori informazioni: csl@aesinet.it oppure http://anarkismo.net/article/12685


Martedì 14 aprile 2009 - 21.15

Conferenza con Haggai Matar - Anarchici Contro il Muro

presso la Sala Laura
c/o Officina Sociale "La Siviera", Via Carrara, 2 - Terni


Mercoledì 15 aprile 2009 - ore 16.30

Ribellarsi è giusto: incontro con Haggai Matar

presso l'Università la Sapienza,
Roma
per ulteriori informazioni: fdcaroma@fdca.it oppure http://anarkismo.net/article/12687

Related Link: http://www.fdca.it/wall
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Siamo al 13° giorno di guerra nella Striscia di Gaza governata da Hamas. In tutto il mondo continuano le manifestazioni contro le scelte guerrafondaie di Israele. Tutto quello che Israele vuole da questa guerra è rompere l'unità di governo palestinese ed evitare l'accelerazione degli accordi di pace. Il problema causato dalla resa di Hamas, messa in ginocchio dalla crisi economica, alla Autorità Palestinese, deriva dalle scelte del governo egiziano, il quale minaccia molto seriamente quel progetto di divisione permanente dei Palestinesi a cui Israele ha dedicato tanti sforzi. Il solo totale collasso del governo di Hamas nella Striscia di Gaza spaventa Israele più di ogni altra cosa. [English]

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Proprio quando la pressione dell'Europa su Israele per un compromesso con il governo palestinese stava cogliendo il momento giusto favorito dal calo in atto delle esportazioni israeliane, Israele ha cercato di trarre vantaggio dal rapimento dei tre giovani coloni applicando i "piani nel cassetto" nel tentativo di incendiare una intifada armata. Quasi tre settimane di propaganda basata su menzogne (come se sapessero già della morte dei tre giovani) hanno inondato i media. Quando alla fine i corpi sono stati "trovati", le bugie sono risultate per quello che erano e le intimidazioni per far accendere l'intifada hanno fallito l'obiettivo. I crescenti crimini di odio dell'estrema destra israeliana e l'uccisione di un giovane palestinese a Gerusalemme Est occupata hanno scatenato una dura reazione nella città e nelle zone palestinesi all'interno dei confini del 1948. [English]

textPalestina-Israele: Lotta senza fine per bloccare l'avanzata del progetto coloniale sionista 15:51 Sun 29 Jun by Ilan S. 0 comments

Negli ultimi 12 giorni la macchina propagandistica israeliana ha pompato alla grande sul caso del sequestro dei 3 giovani coloni al fine di giustificare ulteriori sforzi per spingere i palestinesi ad un trasferimento "volontario". Hanno finto di usare il sequestro per spezzare Hamas. In realtà hanno usato entrambi nel tentativo disperato di provocare una terza Intifada. Far confluire 700 soldati nel villaggio di Na'ama (vicino Bil'in) che conta 2000 abitanti per arrestare due attivisti di Hamas è una cosa davvero ridicola a cui è difficile dare credito. Falliti i tentativi di far scoppiare una terza Intifada e di bloccare il compromesso tra Hamas e Fatah (uno dei più importanti pilastri della politica israeliana del divide et impera), si fa sempre più invasiva la pressione delle potenze imperialiste mondiali su Israele per mettere fine all'occupazione del 1967. [English]

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Molte obiezioni sono state sollevate sulla partecipazione di israeliani alla lotta non-armata nelle aree palestinesi occupate con la guerra del 1967. Alcuni, perlopiù palestinesi, la considerano come un contributo alla cosiddetta "normalizzazione". Altri hanno sostenuto che gli attivisti israeliani dovrebbero fare la loro lotta all'interno della popolazione israeliana nei confini del 1948. Molti anarchici hanno sollevato riserve per il fatto che la lotta popolare palestinese sarebbe una sorta di capitalistica "lotta per l'indipendenza nazionale" per l'autodeterminazione dell'elite capitalistica palestinese a cui andrebbe il monopolio dell'opzione per lo sfruttamento delle masse lavoratrici palestinesi. [English]

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Settimana dopo settimana, nei weekend ed in mezzo alla settimana, gli anarchici ed altri attivisti continuano a spingere a spalle per quello che possono le ruote della storia che girano troppo lentamente. Non c'è molta energia nelle masse e sono molti gli attivisti che non avvertono più l'urgenza di partecipare, eppure ci sono ancora molti di noi che persistono e si uniscono ai residui sforzi dei palestinesi che resistono all'avanzata degli sgomberi portata avanti dai coloni sionisti e dalle forze di stato. Gli attivisti internazionali che si uniscono a noi ci portano l'eco di una solidarietà internazionale che cresce sempre di più grazie anche al contributo della nostra lotta. [English]

textPalestina-Israele, il momento della verità è vicino, ma è ancora bloccato da ragionamenti sul breve ... 01:18 Sat 10 May by Ilan S. 0 comments

La crescente pressione delle potenze imperialiste mondiali sembra portare una fazione del capitalismo israeliano ad accettare il compromesso offerto dall'elite palestinese. Un'altra fazione vuole ancora ritardare l'accordo per avvantaggiarsi sul breve termine o per strappare un accordo più favorevole. Credono di poter ritardare senza correre rischi l'accordo fino alle elezioni di novembre negli USA. Nel frattempo proseguono nel silenzio gli sforzi per sgomberare soprattutto l'area C della Cisgiordania occupata e per reprimere la ribellione popolare palestinese. [English]

textPalestina-Israele, anche se sembra che le cose possano cambiare presto, tutto avviene lentamente 15:57 Fri 25 Apr by Ilan S. 0 comments

Il prolungarsi dello status quo tra il governo israeliano ed i dirigenti palestinesi ha raggiunto un punto critico. I cambiamenti in corso negli equilibri interni al capitalismo israeliano sono ancora lenti, ma avvertibili. Non si espande la lotta unitaria degli attivisti palestinesi di base e dei radicali israeliani ma sembra ben promettere la nuova ondata di obiettori al servizio militare che ha superato il numero di cento giovani israeliani. Nonostante la dura repressione, resta di tanto in tanto accesa la fiaccola della lotta unitaria a Bil'in, Ni'lin, Nabi Saleh, Qaddum, Sheikh Jarrah, le colline a sud di Hebron, Araqeeb (in territorio israeliano) e di altri posti. [English]

textPalestina-Israele, La lotta unitaria continua nonostante la situazione di stallo 15:10 Tue 22 Apr by Ilan S. 0 comments

Sarà perché la Primavera Araba ed i movimenti nei paesi sviluppati avevano sollevato fin troppe speranze di cambiamento seguite poi dalla disillusione. Sarà perché (come il grande movimento che in in Israele aveva mobilitato circa il 10% della popolazione) si trattava di una sorta di valvola a pressione tenuta aperta... La lotta continua, ma il numero dei partecipanti diminuisce ed il morale di coloro che tengono duro non è per niente alto. La flebile fiamma di speranza per un cambiamento radicale nel nostro torturato paese viene alimentata dai cambiamenti all'interno degli equilibri imperialisti, col graduale disimpegno degli USA dalla regione e la crescente pressione per dei cambiamenti che proviene dall'Europa con la campagna B.D.S. innanzitutto. [English]

textPalestina-Israele, lotta unitaria continua su sfondo di "negoziati" senza cambiamento 03:44 Mon 07 Apr by Ilan S. 0 comments

La lotta unitaria continua; anche se molti anarchici sono "scoppiati" nell'attesa di vittorie e di conquiste a breve-termine. I progressi a livello internazionale stanno paradossalmente riducendo la militanza della maggior parte degli attivisti nonostante l'aumento della repressione da parte delle autorità israeliane e dei coloni in preda all'ansia. Il nocciolo duro degli attivisti prosegue la lotta a dispetto della repressione, incoraggiati da ogni piccolo successo, da ogni candelotto lacrimogeno restituito ai soldati, da ogni manifestazione che non riescono ad impedire. [English]

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imageVita e opera dell'anarchico Omar Aziz... Sep 11 by Leila Shrooms 0 comments

Omar Aziz nacque a Damasco. Rientrò in Siria dal suo esilio in Arabia Saudita e negli Stati Uniti nei primi giorni della rivoluzione siriana. Intellettuale, economista, anarchico, marito e padre, all'età di 63 anni si è impegnato nella lotta rivoluzionaria. Lavorò con attivisti locali per raccogliere e distribuire aiuti umanitari nei sobborghi di Damasco, posti sotto assedio dal regime. Attraverso scritti ed attività ha promosso l'autogoverno locale, l'organizzazione orizzontale, la cooperazione, la solidarietà e il mutuo sostegno, quali mezzi attraverso i quali le persone possono liberarsi dalla tirannia dello Stato. Insieme con i suoi compagni, Aziz fondò il primo Consiglio Locale a Barzeh, Damasco. L'esempio si è poi diffuso attraverso la Siria e con esso sono nati alcuni dei più promettenti e duraturi esempi di autorganizzazione non gerarchica nei paesi della Primavera araba. [Ελληνικά]

imageOrizzonti futuri della rivoluzione siriana May 23 by Mazen Kalmamaz 0 comments

La caratteristica principale della rivoluzione siriana sta nel suo aspetto giovanile e spontaneo, perché creato dalla strada e ad essa direttamente collegata. Si tratta di una rivoluzione senza controllo centralizzato, sorta dalla ribellione individuale, pertanto nessuno può pretendere di governarla o di condurla, ed il motivo è semplice: i giovani ribelli si sono levati spontaneamente e la partecipazione dei religiosi, specialmente quelli estremamente reazionari o di qualsiasi altra tendenza, non è visibile. [العربية ]

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Una lotta durata 6 anni e 4 mesi ha costretto lo Stato di Israele a restituire quasi metà delle terre sottratte al villaggio di Bil'in e che erano destinate alla costruzione dell'insediamento coloniale di Modi'in Illit. La rimozione del vecchio muro della separazione è la vittoria della lotta unitaria che, a Bil'in come in tanti altri villaggi della Cisgiordania, vede insieme ogni settimana Palestinesi ed attivisti israeliani ed internazionali sfidare le forze di occupazione, per restituire la libertà e la terra ai palestinesi.

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textBil'in, prosegue la lotta unitaria non-violenta nonostante le provocazioni e la crisi militare Jul 17 FdCA 0 comments

In un momento di escalation drammatico come questo sostenere, diffondere e rendere merito a questi piccoli/grandi momenti di lotta di base non violenta, che con continuità resistono ad opporsi alle logiche di stato, di dominio e di violenza, è forse la sola risposta che possiamo dare come comunisti anarchici per la costruzione di una società senza muri, senza stati e senza frontiere, senza più guerre.

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