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Camerun: Sindacalismo di lotta

category africa occidentale | lotte sindacali | intervista author Thursday September 08, 2005 20:20author by Afrique XX1 Segnalare questo messaggio alla redazione

Articolo da "Afrique XX1", n°0 - estate 2003

Nonostante la repressione, la corruzione e una situazione sociale molto difficile, il SYNARHEP (Sindacato nazionale dell’insegnamento privato) tenta di apportare un nuovo respiro al sindacalismo camerunense. Abbiamo incontrato il suo segretario.


Camerun: Sindacalismo di lotta
lunedì 7 marzo 2005

Nonostante la repressione, la corruzione e una situazione sociale molto difficile, il SYNARHEP (Sindacato nazionale dell’insegnamento privato) tenta di apportare un nuovo respiro al sindacalismo camerunense. Abbiamo incontrato il suo segretario.

Afrique XX1: Qual è la situazione sindacale nel Camerun?

Ali: A livello sindacale, ci sono attualmente tre confederazioni, tutti paralizzati dalle lotte per la leadership: la CSTC (Confédération Syndicale des Travailleurs du Cameroun), la più vecchia e la più rappresentativa, nata dal vecchio partito unico; l’USLC (Union des Syndicats Libres du Cameroun), creata dal potere da membri della CSTC nel 1995 per mettere in difficoltà quest'ultima dal momento che era difficile controllarla; la CSIC (Confédération des Syndicats Indépendants du Cameroun), più giovane e meno rappresentativa a causa della sua età, creata da vecchi iscritti della CSTC.

I settori più organizzati sono l'agricoltura, gli alberghi, il commercio, le banche, l'edilizio, i forestali, la metallurgia, le industrie chimiche, l'industria petrolifera, l'insegnamento, la salute, la stampa, i trasporti, i porti e l'industria automobilistica. Nel settore pubblico regna un disordine sindacale, con i funzionari alla ricerca di promozioni.

Bisogna ricordare che tutte queste organizzazioni sono immobili a causa delle divisioni tra i dirigenti per il controllo della propria organizzazione. Infine, funzionano con difficoltà e passano il più del tempo ad occuparsi di posizioni politiche. Questi mali affliggono anche le organizzazioni affiliati di modo che la rappresentazione dei lavoratori è pressoché impossibile.

Qual è la storia del SYNHAREP?

Il SYNARHEP è nato perché la crisi economica ha ridotto i sussidi dello Stato all'insegnamento privato. Ciò ha provocato la chiusura di molti luoghi di lavoro del settore, con un notevole aumento della disoccupazione, e senza alcuna risposta dai capi sindacali se non la riconversione. Molti si sono ritrovati nei settori informali (nel commercio per la maggior parte). a conseguenza immediata è la diminuzione nel numero di aderenti e l'assenza di dirigenti sindacali. Le scuole che funzionano possono assumere pochissimi nuovi insegnanti, soprattutto a titolo precario, senza contratto e con dei salari molto bassi sui quali è impossibile trattare. Qui, la politica dello Stato mira ad incoraggiare questa situazione sotto il pretesto di attire gli investitori. Il livello molto basso di democratizzazione in un contesto di dittatura poliziesca fa sì che pochi lavoratori si interessano ai sindacati. E chi lo fa, lo fa al proprio rischio e pericolo. L'altro motivo è l'invecchiamento dei dirigenti sindacali immovibili, incapaci di prendere iniziative e contenti dei loro privilegi. La letargia che si osserva da più di un decennio si deve a questo.

Quali sono le vostre rivendicazioni?

Al di fuori delle lotte che riguardono la situazione generale dei lavoratori, il SYNARHEP promuove alcuni temi a lui cari, quali la formazione professionale dei propri iscritti che sono per lo più assunti in possesso di diploma senza però che ci sia una formazione come insegnante, gli orari di lavoro che non tengono conto della legislazione in materia, l'assenza di una copertura sociale, o anche l'assenza di un contratto collettivo. Ma è una lista che non sarebbe mai esauriente.

Incontrate delle difficoltà particolari?

Ci mancano dei militanti formati nel sindacalismo, oltre ai mezzi finanziari, a causa del numero ridotto di iscritti (dovuto principalmente alla repressione) e dell'assenza di salari veri nel settore dell'insegnamento privato. Ci mancano anche dei contatti con le Ong, nonché con le organizzazioni sindacali stranieri e internazionali le cui esperienze ci potrebbero essere d'aiuto nel nostro lavoro.

Intervista con Ali, segretario del SYNARHEP, in conversazione con "Afrique XX1"


SITUAZIONE SOCIALE NEL CAMERUN

Dagli anni '90, le condizioni imposte dal FMI si vedono nei programmi di aggiustamento strutturale (PAS) in tutti gli Stati africani, compreso il Camerun. Questi PAS hanno lasciato dei segni visibili oggi:

1. la disoccupazione nata dalle chiusure di imprese pubbliche, dai ridimensionamenti, dai licenziamenti per motivi economici e dai regolamenti di conti a livello politico;

2. la debolezza della rappresentanza sociale dovuta alla fragilizzazione delle organizzazioni sindacali considerate come oppositori e anti-PAS. Così, le decisioni si possono prendere senza tenere conto dell'opinione dei sindacati;

3. l'abbassamento del potere d'acquisto che si aggrave con la svalutazione del franco CFA;

4. la generalizzazione della corruzione fino ai vertici dello Stato;

5. l'annuncio pomposo dell'esenzione dal pagamento per la scuola elementare, ma sul terreno un prezzo da pagare che sorpassa di tanto il costo;

6. le assunzioni rare e la necessità di cavarsela nel settore informale sono peggiorati dalla corruzione, le procedure amministrative concepite per nuocere, e la tassazione;

7. a livello politico, non c'è democrazia, le elezioni sono truccate e non ci sono mezzi per potersi esprimere;

8. la televisione di Stato monopolizzata dal partito al potere e che non lascia alcuni spazi a coloro che potrebbero presentare un altro punto di vista.

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio relazioni internazionali

Link esterno: http://www.cnt-f.org
author by nestor - Anarkismopublication date Thu Sep 08, 2005 20:21Segnalare questo messaggio alla redazione

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