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comunicato stampa
Wednesday March 03, 2010 17:02 by Coordinamento Anarchico Palermitano - CAP coordanarchicopa at libero dot it
![]() Il mercatino di piazzale Lennon (ex Giotto) è stato teatro dell’ennesimo blitz della polizia contro gli immigrati. Appena sopraggiunti, i servi in divisa del questore Marangoni e del prefetto Trevisone hanno aggredito brutalmente gli immigrati che, terrorizzati dal loro impetuoso sopraggiungere, avevano già alzato le mani. Sono stati scaraventati a terra e bestialmente percossi a calci e a pugni... PALERMO, 27 FEBBRAIO 2010. ORE 11:00. ENNESIMA VIOLENZA POLIZIESCA AI DANNI DI ALCUNI AMBULANTI IMMIGRATIIl mercatino di piazzale Lennon (ex Giotto) è stato teatro dell’ennesimo blitz della polizia contro gli immigrati. Appena sopraggiunti, i servi in divisa del questore Marangoni e del prefetto Trevisone hanno aggredito brutalmente gli immigrati che, terrorizzati dal loro impetuoso sopraggiungere, avevano già alzato le mani. Sono stati scaraventati a terra e bestialmente percossi a calci e a pugni. Qualcuno ha battuto violentemente il capo sul selciato. Un poliziotto, dopo avere immobilizzato una delle vittime, gli ha puntato alla testa una pistola. Stando alle dichiarazioni dei presenti gli immigrati avevano tutti il permesso di soggiorno. Gruppi di persone, testimoni attoniti dell’efferata violenza poliziesca, hanno reagito verbalmente e qualcuno ha cercato di scongiurare gli arresti invitando la polizia ad arrestare, piuttosto, il premier e il sindaco. Sembra, dalle notizie raccolte, che pure una giovane donna sui 30 anni sia stata fermata in quanto avrebbe solidarizzato con gli immigrati gridando la propria indignazione di persona civile. La stessa donna è stata violentemente spinta all’interno di una volante e condotta in questura insieme agli altri malcapitati. “Fascisti, fascisti!” gridavano le persone consapevoli di uno status quo non più sopportabile. Lo spiegamento di forze è stato impressionante. Diverse volanti della polizia hanno fatto spettacolarmente irruzione al mercatino e una decina di centauri in divisa sono sopraggiunti subito dopo, mentre alcuni elicotteri sorvolavano a bassa quota lo spazio antistante. I servi dello stato hanno capovolto con furia squadristica le bancarelle dei lavoratori immigrati e nell’enfasi razzista hanno pure travolto le bancarelle di alcuni ambulanti palermitani. Questo accade a Palermo, capoluogo mafioso di uno stato fascistizzato, messo in ginocchio da una lobby politica da basso impero. Questa è la legalità imposta in uno stato dove è sempre più difficile distinguere il fascismo di strada dallo squadrismo istituzionale. Il 1° Marzo pezzi della “società civile” manifesteranno contro il razzismo all’insegna della “legalità” pur sapendo che quello appena descritto è un esempio della legalità di uno stato sempre più razzista e reazionario, e che è legale pure il decreto-legge che ha introdotto il “pacchetto sicurezza”. In questa dittatura italiana, non più tanto mascherata, non c’è spazio per le ragioni di chi ha sempre meno potere sulla propria esistenza. Di fronte a questo scenario, le anarchiche e gli anarchici del Coordinamento Anarchico Palermitano, nel denunciare l’uso sempre più diffuso della violenza di stato, della brutalità poliziesca, nelle piazze, nelle carceri, nei reparti psichiatrici, e nei Centri di Identificazione ed Espulsione per gli immigrati (CIE), ribadiscono la necessità che la lotta contro ogni oppressione e contro ogni sfruttamento debbano dispiegarsi, dal basso, nell’azione autorganizzata e autogestita contro lo stato e il capitalismo, sbarazzandosi una volta per tutte di un ceto politico da operetta (il centrosinistra), che in questi anni non ha fatto che rilanciare il trasformismo politico, l’interclassismo, il revisionismo culturale che tanti danni hanno arrecato agli oppressi e ai senza potere. Questa campagna persecutoria negli ultimi 20 anni – in nome di una presunta sicurezza – ha contraddistinto l’azione delle forze politiche sia di centrodestra sia di centrosinistra, che hanno legiferato e governato politiche migratorie fatte di flussi programmati, istituendo veri e propri lager noti come Centri di Permanenza Temporanea trasformati in Centri di Identificazione ed Espulsione. Consapevoli che la lotta per la costruzione di una società libera e solidale esclude spazi di mediazione tra coerenza e consenso, tra radicalità e rappresentanza, tra libertà e potere, noi anarchici ribadiamo, altresì, che i diritti e gli spazi di libertà non possono essere mendicati al potere ma si strappano e si difendono con la tenacia e la resistenza di un corpo collettivo. Invitiamo tutti i soggetti a cui questa nostra è diretta a scartare le illusioni legalitarie e a mobilitarsi esclusivamente per l’azione diretta popolare. Il 1° Marzo non avremo niente da dire al prefetto. Noi rifiutiamo un mondo dove le merci viaggiano inconcludenti da un punto all’altro dei continenti senza incontrare frontiere mentre agli esseri umani che tentano di lasciarsi alle spalle guerre, dittature e una insostenibile indigenza, è vietata la libera circolazione e gli è consentita solo un’esistenza vessata dal bisogno, dal perenne ricatto di perdere un permesso di soggiorno sempre più difficile da conseguire; un’esistenza rigidamente disciplinata o carcerizzata.
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