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Il collasso ecologico in Giappone

category internazionale | economia | opinione / analisi author Monday April 04, 2011 16:39author by mm - FdCA Report this post to the editors

Alcuni scenari futuri nell'economia mondiale

Il nodo sarà la crisi energetica che dipende principalmente dalle centrali nucleari, ora in difficoltà; quindi aumenterà l'importazione di energia (gas, petrolio) sull'immediato e, dovendo rimuovere macerie e ricostruire infrastrutture, sull'immediato si allargherà la delocalizzazione.


Il collasso ecologico in Giappone

Alcuni scenari futuri nell'economia mondiale


Il Giappone ha un alto debito pubblico superiore al 200% del Pil, ma ha un discreto risparmio privato e una forte industria esportatrice che permette grossi attivi che sono investiti nei mercati finanziari USA e UE, anche perché il costo del denaro emesso dalla Banca Centrale giapponese è zero da anni.

La crescita economica è stazionaria anche perché gli investimenti industriali sono delocalizzati in Asia e principalmente in Cina.

Il ciclo lavorativo è molto intrecciato su paesi diversi, quindi ha molte fasi, ma quelle di maggior valore aggiunto sono ancora in Giappone. Il nodo sarà la crisi energetica che dipende principalmente dalle centrali nucleari, ora in difficoltà; quindi aumenterà l'importazione di energia (gas, petrolio) sull'immediato e, dovendo rimuovere macerie e ricostruire infrastrutture, sull'immediato si allargherà la delocalizzazione.

Gli investimenti esteri in titoli di stato saranno ridimensionati e il prezzo dell'energia (ma anche dei beni alimentari) sui mercati, dopo una contrazione contingente legata all'emergenza, tenderanno alla crescità. Nell'immediato il settore dei beni elettronici avrà un calo produttivo con aumento dei prezzi.

Si prospetta una fase di aumento dell'inflazione mondiale.

Ma anche una difficoltà a trovare acquirenti ai debiti pubblici degli stati. Nell'ultimo periodo Cina e Giappone sono intervenuti per acquistare il debito portoghese e greco come terapia per evitare caduta di valore dell'euro e quindi l'effetto svalutativo che ostacola la concorrenza delle merci asiatiche.

La concorrenza tra aree, che è stata volontariamente controllata, aumenterà ed ogni economia dovrà tendenzialmente essere autosufficente.

Le rendite petrolifere aumenteranno, ma i Fondi Sovrani useranno il surplus all'interno delle loro economie come distribuzione di ricchezza per evitare l'esplosione di conflitti sociali.

Infatti l'Arabia Saudita ha prelevato tra il 30-40% dal suo fondo per investimenti infrastrutturali, aumenti salariali e nuove assunzioni di quadri laureati, ma anche per il miglioramento dell'efficienza delle strutture repressive. Una miscela destrutturante composta sia dall'aumento dei prezzi sia dal non finanziamento del debito pubblico; ma quest'anno sono in scadenza anche molte obbligazioni di banche europee e di industrie. La BCE e la Fed dovranno immediatamente aumentare il costo del denaro per ridurre velocemente la liquidità indotta, per cui aumenta il costo del credito per privati ed industrie e ciò rallenterà la crescita del Pil, per altro asfittica.

Quindi la lentezza nella ristrutturazione dei parametri macroeconomici troverà accellerazioni devastanti per le condizioni sociali dei proletari.

Le rivolte arabe sono state innescate dagli aumenti dei beni di prima necessità in novembre-dicembre, così come l'emergere di tensioni nell'area balcanica, cioè proprio nei paesi che fungono da esercito industriale di riserva per l'EU e in cui le rimesse degli emigrati sono condizioni per pareggiare la bilancia delle partite correnti dove prevale l'importazioni di beni.

Un altro aspetto da segnalare che è culturale e politico, almeno nelle aree asiatiche, il crollo della credibilità dello stato e delle strutture istituzionali a cui questi popoli hanno delegato molto. In realtà anche in Occidente sussisteva il mito dell'efficenza tecnica e della serietà della classe dirigente.

All'improvviso il re è nudo, il ceto politico/manageriale è inefficiente, bugiardo e inconsistente. Alla fine Berlusconi risulterà in buona compagnia come mistificatore, ma noi siamo da generazioni vaccinati.

All'improvviso le classi dirigenti (politiche e imprenditoriali) sono evaporate e inconsistenti, direi delegittimate.

mm

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