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Proteste contro il "Venerdì di sangue" in Kazakhstan

category asia centrale | lotte sindacali | appello / petizione author giovedì dicembre 22, 2011 17:55author by KRAS - IWA Segnalare questo messaggio alla redazione

Le autorità del Kazakhstan hanno sparato su una manifestazione di operai del petrolio in sciopero nella città occidentale di Zhanaozen. Lo sciopero di circa 1500 operai per rivendicare salari più alti e migliori condizioni di lavoro era iniziato nel mese di maggio, ma era stato vietato. I campi petroliferi del Karazhanbas, dove è scoppiata la vertenza, vengono sfruttati da una compagnia che appartiene per parte cinese alla China International Trust Investment Company e per parte kazaka alla compagnia "KazMunayGaz".
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Proteste contro il "Venerdì di sangue" in Kazakhstan


Le autorità del Kazakhstan hanno sparato su una manifestazione di operai del petrolio in sciopero nella città occidentale di Zhanaozen. Lo sciopero di circa 1500 operai per rivendicare salari più alti e migliori condizioni di lavoro era iniziato nel mese di maggio, ma era stato vietato. I campi petroliferi del Karazhanbas, dove è scoppiata la vertenza, vengono sfruttati da una compagnia che appartiene per parte cinese alla China International Trust Investment Company e per parte kazaka alla compagnia "KazMunayGaz".

Il livello di repressione è andato nettamente intensificandosi per tutta la vertenza: centinaia di operai sono stati licenziati, l'attivista sindacale Zhaksalyk Turbayev è stato ucciso da ignoti, è stata incendiata la casa di un altro attivista, Aslambek Aydarbayev, ed un avvocato del sindacato, Natalia Sokolova, è stata condannata a 6 anni di prigione per "incitamento alla discordia sociale". I dirigenti sindacali Akzhanat Aminov e Kuanysh Sisenbayev e più di 30 sindacalisti sono stati arrestati e condannati anche loro.

Il regime del Presidente Nazarbayev è ampiamente noto per la sua brutale repressione del movimento dei lavoratori e per il suo autoritarismo. E' lui il sostenitore della teoria dell' "Eurasianismo" (teoria attivamente promossa dall'etnologo russo Lev Gumilev, della "nuova destra"), l'ideologia ufficiale nel paese.

Ora, nel corso della repressione della manifestazione operaia, molti lavoratori hanno perso la vita: 11 secondo fonti ufficiali oppure 70 in base a fonti informali. I lavoratori hanno fatto sapere che ci sono centinaia di persone ferite. La città è stata messa in stato di emergenza ed imposto il coprifuoco. Il regime ha schierato l'esercito per le vie della città e l'ha tagliata fuori dal resto del mondo.

Nelle città vicine, sono in corso manifestazioni ed azioni di solidarietà con gli operai di Zhanaozen. Le autorità hanno nuovamente aperto il fuoco e ci sono altre vittime.

Lanciamo un appello per proteste immediate per fermare il massacro di operai nel Kazakhstan. Bisogna inviare lettere di protesta all'ambasciata del Kazakhstan ed alla compagnia CITIC, fare picchetti e manifestazioni.

Lanciamo anche un appello per il boicottaggio delle merci esportate dal Kazakhstan.

16 dicembre 2011

KRAS-IWA

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali

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