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Thursday March 15, 2012 17:54 by Equipo de Trabajo para el Norte de África - Confederación General del Trabajo
![]() Aumenta la rivolta nei villaggi intorno ad Ait Bouatach e si allargano gli scontri. Pur essendo stato dichiarato dalle forze repressive il coprifuoco in tutta l'area di Ait Buayash, col divieto per tutti di uscire di casa e stare in strada, molti giovani si sono rifugiati sulle montagne intorno e da lì attaccano la polizia. Gli scontri continuano. [Castellano] Rif: il coprifuoco imposto in tutta l'area di Ait BouayachLa rabbia della genteAumenta la rivolta nei villaggi intorno ad Ait Bouatach e si allargano gli scontri. Pur essendo stato dichiarato dalle forze repressive il coprifuoco in tutta l'area di Ait Buayash, col divieto per tutti di uscire di casa e stare in strada, molti giovani si sono rifugiati sulle montagne intorno e da lì attaccano la polizia. Gli scontri continuano.La polizia ha effettuato numerosi arresti, tra cui il compagno Mohamed Jellul, maestro, esponente dello Spazio Sindacale Democratico e del Foro per i diritti umani del nord del Marocco, membro importante del 20F [Movimento del 20 febbraio 2011 che chiede riforma costituzionale, fine della corruzione politica ed accesso al mercato del lavoro, ndt], e non smette di minacciare ed aggredire indiscriminatamente la popolazione. Ci sono contadini che hanno affrontato la polizia con le falci ed i forconi. La rivolta si allargaIl giorno 11 marzo ci sono stati gravi scontri a Imzuren e Bukidan dopo la richiesta di svolgere una manifestazione di solidarietà da Imzuren ad Ait Buayash per cercare di rompere l'accerchiamento da parte della polizia. I manifestanti hanno espresso chiaramente alla polizia la loro volontà di voler andare ad Ait Buayash pacificamente, ma il divieto della polizia ha provocato della conseguenze.La risposta della polizia è stata brutale con l'utilizzo di tutti i mezzi repressivi: gas lacrimogeni (nel quartiere di Al Kods di Imzouren hanno creato una nuvola immensa di gas che ha ricoperto tutta la zona), proiettili di gomma, manganelli. Ma la risposta popolare non è stata da meno: secondi alcune fonti sono state bruciate 20 camionette della polizia, ci sono molti poliziotti feriti e 3 di loro sono stati trattenuti dai manifestanti. Gli elicotteri sorvolano zona, cercando di controllare specialmente le aree montagnose. Nella notte dell'11 marzo sono proseguiti gli arrivi di mezzi militari ad Ait Buayash. Si allarga anche la solidarietàCi sono manifestazioni di appoggio in tutto il Marocco, a partire da Alhoceima.Manifestaziioni a Tangeri, Tetuán, Nador, Fez, Marrakech, Casablanca... in solidarietà con Ait Buayash. A Tangeri si sta valutando l'interruzione della strada che porta a Rabat mentre Ait Buayash è stata occupata dalla polizia e dall'esercito. Tanta rabbiaE' tanta la rabbia che sentono gli abitanti del Rif. Isolati, obbligati ad emigrare, sempre sospettati, durante il regno di Hassan II. Sono state fatte promesse di sviluppo, ci sono state visite del re, operazioni di immagine, durante il regno di Mohammed VI, ma le cose non sono cambiate: 5 morti ad Alhucemas il 20 febbraio 2011 con gravi responsabilità riconducibili alla polizia, 1 giovane assassinato da un criminale del Makhzen ad Ait Buayash, repressione, dittatura, corruzione, impunità, assenza di diritti.La popolazione del Rif sta male. I giovani reclamano libertà e dignità ad un Makhzen [antico termine per esprimere la elite del potere statale, ndr] che li disprezza. Si preparano bottiglie molotov, si fanno girare istruzioni pe evitare gli effetti delle inalazioni da gas, si organizzano agguati alla polizia... Non si vuole cedere, né capitolare. Gira voglia di lottare. Quando il popolo insorge, il potere marocchino getta via la maschera ed usa il suo vero linguaggio: occupazione militare, arresti, feriti, saccheggio di negozi e case, il regno del terrore. Si dice che il Ministro degli Interni stia per autorizzare il ricorso ad armi da fuoco. E naturalmente, il silenzio. Mentre se ne parla sui media internazionali, c'è silenzio totale sui media marocchini. Nessuna dichiarazione del ministro degli interni. Ancora più significativo è silenzio totale dei partiti politici marocchini, che partecipano alla farsa parlamentare, appendici del potere. Salvo Annahj Addimocrati ["Via Democratica", partito marxista, ndt], la AMDH [Associazione Marocchina per i Diritti Umani, ndt], il Foro dei diritti umani del nord del Marocco e il movimento amazigh [berbero, ndt], gli altri partiti voltano sempre le spalle al popolo. La tragedia potrebbe verificarsi in qualsiasi momento e dobbiamo evitarla con la denuncia, con la solidarietà, con la richiesta del ritiro immediato delle forze repressive dall'area e con la liberazione degli arrestati
Il 13 marzo, manifestazione davanti l'ambasciata marocchina a Madrid.
Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali.
Manifestazioni di solidarietà
Casablanca:
Alhoceima:
Ulteriori informazioni (in spagnolo): |
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