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Monday July 16, 2012 23:26 by Alternative Libertaire et al.
![]() Alla fine della conferenza sociale tra padronato, sindacati e governo, appare molto chiaramente che non si prevede nessun intervento per prevenire i licenziamenti ed altrettanto chiaramente emerge una scelta in favore del mondo degli affari. Il ministero delle politiche produttive, anzichè preoccuparsi di salvaguardare i bacini di occupazione, è soprattutto un ministero delle parole e della comunicazione con il compito di far digerire la pillola e di occupare gli spazi mediatici senza avere nulla di alternativo da proporre ai licenziamenti ed alle classiche misure di accompagnamento. Comunicato unitario dopo la conferenza sociale tra padronato, sindacati e governoAlla fine della conferenza sociale tra padronato, sindacati e governo, appare molto chiaramente che non si prevede nessun intervento per prevenire i licenziamenti ed altrettanto chiaramente emerge una scelta in favore del mondo degli affari. Il ministero delle politiche produttive, anzichè preoccuparsi di salvaguardare i bacini di occupazione, è soprattutto un ministero delle parole e della comunicazione con il compito di far digerire la pillola e di occupare gli spazi mediatici senza avere nulla di alternativo da proporre ai licenziamenti ed alle classiche misure di accompagnamento. In questa situazione, mentre si moltiplicano i progetti di delocalizzazione ed i piani di licenziamento, solo l'intervento dei lavoratori e delle lavoratrici ed il coordinamento delle loro lotte possono far spostare l'ago della bilancia ed imporre scelte politiche atte a far retrocedere i capitalisti privandoli del loro potere di decisione. Il diritto di veto dei lavoratori e delle lavoratrici sui licenziamenti, la requisizione delle imprese, la riduzione dell'orario di lavoro senza riduzione di salario, la messa in atto di servizi pubblici realmente controllati dalla popolazione sono tutte richeste che possono essere rivendicate per lottare contro la legge dei padroni. Oltre a questo, prendere il controllo delle aziende è anche ripensare l'organizzazione del lavoro e l'organizzazione della produzione per tenere conto dei bisogni reali della popolazione e non alimentare la cupidigia per una crescita sfrenata e mortifera. Non si può infatti pretendere di rompere con il capitalismo senza rompere con il produttivismo e con il supersfruttanento dell'ambiente. Non ci facciamo ingannare dalle promesse di « cambiamento» fatte dal nuovo governo e da una politica che intende restare una politica di austerità, in linea con la politica di austerità che si sta imponendo sempre di più su scala europea, specialmente attraverso il "fiscal compact" approvato dal nuovo governo senza che il popolo avesse voce in capitolo. Per imporre il ritorno al pareggio di bilancio, Hollande ed Ayrault si apprestano a proseguire nel taglio dei servizi pubblici, riducendo le piante organiche e perseguendo la politica del blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici. Non sono certo i 120 miliardi di euro di aiuti e di prestiti per i grandi progetti europei che i dirigenti europei hanno promesso di sbloccare che saranno in grado di attenuare questo regime di austerità. Si parla anche di fissare una tassazione sulle transazioni finanziarie su cui non sono capaci di mettersi d'accordo ma che permetterebbe di recuperare solo un'infima parte dei profitti accumulati dai capitalisti. Per tutte queste ragioni, riteniamo che sia urgente rompere questo clima di attendismo che sta accompagnando i primi passi di questo governo. L'attendismo è stata la cifra delle precedenti esperienze della sinistra al potere che hanno portato invariabilmente a piani di austerità e ad un aggravamento delle disuguaglianze sul piano della ricchezza. Non vogliamo che le stesse cause producano gli stessi effetti, quindi riteniamo che sia importante costruire da subito una opposizione di sinistra anticapitalista e dunque alternativa alle politiche padronali e governative. Non farlo significa lasciare alla destra e soprattutto alla estrema destra la possibilità di incarnare da sole una opposizione politica, mentre il loro unico obiettivo è quello di (ri)prendere il potere per dare vita ad uno Stato sempre più autoritario, iniquo e razzista! Sulle lavoratrici e sui lavoratori sta per abbattersi una violenza sociale senza precedenti annnunciata dal moltiplicarsi dei piani di licenziamento, ma per smettere di subire e per poter riprendere le cose nelle nostre mani non vi è altra scelta che quella di rompere con il capitalismo ed imporre la redistribuzione delle ricchezze. Basarsi su una ipotetica crescita che migliori la situazione, è come lasciarsi trascinare nel gioco di un'economia produttivista dominante in cui noi siamo tutt* perdenti. E qualunque sia il governo al potere, solo l'intervento diretto di tutt* gli/le sfruttat* e di tutt* gli/le oppress* può far crollare il muro dei soldi! 11 luglio 2012 Firmatari (in ordine alfabetico) : Alternative Libertaire
Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali. |
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