user preferences

Carlo Cafiero (1846-1892): Anarchia e Comunismo

category italia / svizzera | storia dell'anarchismo | documento politico author Tuesday August 30, 2016 05:38author by donato romito - Alternativa Libertaria/Fdca Report this post to the editors

170 anni di Rivoluzione e Anarchia

"Dobbiamo essere comunisti, perché siamo anarchici, perché l'anarchia e il comunismo sono i due termini necessari della rivoluzione." - Omaggio a Carlo Cafiero, internazionalista e comunista anarchico italiano, nel 170° anniversario della nascita

cafiero.jpg

Anarchia e comunismo

Carlo Cafiero


[...]

Il nostro ideale rivoluzionario è molto semplice: si compone, come quello di tutti i nostri predecessori, di questi due termini: libertà ed eguaglianza. Vi è solo una piccola differenza.

Ammaestrati dall'esperienza degli inganni commessi dai reazionari di ogni tipo e in ogni tempo per mezzo delle parole libertà ed eguaglianza, abbiamo ritenuto opportuno mettere a fianco di questi due termini l'espressione del loro esatto valore. Queste due monete preziose sono state falsificate tanto sovente che noi vogliamo in via definitiva conoscerne e misurarne esattamente il valore.

Affianchiamo dunque a questi due termini, libertà ed eguaglianza, due equivalenti, il cui significato preciso non può dar luogo a equivoci e diciamo: “Vogliamo la liberta, cioè l'anarchia, e l'eguaglianza, cioè il comunismo”.

L'anarchia, oggi, è l'attacco; è la guerra a ogni autorità, a ogni potere, a ogni Stato. Nella società futura, l'anarchia sarà la difesa, la barriera contro la restaurazione di qualsiasi autorità, di qualsiasi potere, di qualsiasi Stato: libertà piena e completa dell'individuo, che liberamente e spinto soltanto dai propri bisogni, gusti e simpatie, si unisce ad altri individui nel gruppo o nell'associazione; libero sviluppo dell'associazione che si federa con altre nel comune o nel quartiere; libero sviluppo dei comuni che si uniscono in federazione nella regione e così via, delle regioni nella nazione, delle nazioni nell'umanità.

Il comunismo, il problema che oggi ci interessa maggiormente, è il secondo termine del nostro ideale rivoluzionario.

Il comunismo attualmente è ancora l'attacco; non è la distruzione dell'autorità, ma la presa di possesso in nome di tutta l'umanità di ogni ricchezza esistente sulla terra. Nella società futura il comunismo sarà il godimento di tutta la ricchezza esistente da parte di tutti gli uomini, secondo il principio: da ciascuno secondo le sue facolta, a ciascuno secondo i suoi bisogni, vale a dire: da ciascuno e a ciascuno secondo la sua volontà.

Bisogna tuttavia notare - e ciò in risposta soprattutto ai nostri avversari, i comunisti-autoritari o statalisti - che la conquista e il godimento di tutta la ricchezza esistente debbono essere, secondo noi, opera del popolo stesso. Non essendo né il popolo né l'umanità degli individui che possano afferrare la ricchezza e tenerla tra le mani, se ne è voluto concludere, è vero, che per questa ragione bisogna istituire tutta una classe di dirigenti, rappresentanti e depositari della ricchezza comune. Ma noi non siamo di questo parere. Nessun intermediario, nessun rappresentante, che finisce sempre per rappresentare solo se stesso! Nessun moderatore dell'eguaglianza e nemmeno nessun moderatore della libertà! Nessun nuovo governo o nuovo Stato, per quanto possa definirsi popolare o democratico, rivoluzionario o provvisorio.

Poiché la ricchezza comune è diffusa su tutta la terra e appartiene di diritto all'umanità intera, coloro che si trovano alla portata di questa ricchezza e in grado di utilizzarla la sfrutteranno in comune. Gli abitanti di un dato paese utilizzeranno la terra, le macchine, i laboratori, le case ecc., e se ne serviranno tutti in comune. Come parte dell'umanità, eserciteranno di fatto e direttamente il loro diritto a una parte della ricchezza umana. Ma, se un abitante di Pechino venisse in questo paese, avrebbe gli stessi diritti degli altri: usufruirebbe, in comune con gli altri, di tutta la ricchezza del paese, cosi come avrebbe fatto a Pechino. [...]

Ma ci viene chiesto: è attuabile il comunismo? Avremo prodotti a sufficienza per lasciare a ciascuno il diritto di prenderne a volontà, senza richiedere agli individui più lavoro di quanto ne vorranno fare?

Rispondiamo: si. Certamente, si potrà applicare questo principio: da ciascuno e a ciascuno secondo la sua volontà, poiché nella società futura la produzione sarà tanto abbondante che non ci sarà alcun bisogno di limitare i consumi, né di esigere dagli uomini più lavoro di quanto potranno o vorranno dare.

Quest'immenso aumento di produzione, di cui oggi non siamo nemmeno in grado di farcene un'idea, può esser immaginato se esaminiamo le cause che lo provocheranno. Tali cause sono essenzialmente tre:

L'armonia della cooperazione nei diversi rami dell'attività umana, sostituita alla lotta attuale che si fa con la concorrenza.

L'introduzione su scala immensa di macchine di tutti i tipi.

L'economia considerevole delle forze di lavoro e delle materie prime, ottenuta con l'abolizione delle produzioni nocive o inutili. [...]

Bisogna infìne tener conto dell'economia immensa che si farà sui tre elementi del lavoro: la forza, gli strumenti e la materia, che oggi sono orrendamente sprecati poiché li si utilizza per la produzione di cose assolutamente inutili, se non addirittura dannose per l'umanità.

Quanti lavoratori, quanto materiale e quanti strumenti di lavoro sono usati attualmente per l'esercito di terra e di mare, per costruire le navi, le fortezze, i cannoni e tutti quegli arsenali d'armi offensive e difensive. Quante di queste forze sono impiegate per produrre oggetti di lusso che servono a soddisfare soltanto i bisogni della vanità e della corruzione!

E quando tutta questa forza, tutte queste materie, tutti questi strumenti di lavoro saranno applicati all'industria, alla produzione di oggetti che essi stessi serviranno a produrre, quale aumento prodigioso della produzione vedremo realizzarsi! [...]

Non è tutto affermare che il comunismo è una cosa possibile: possiamo affermare che è necessario. Non solo, si può essere comunisti: bisogna esserlo, a rischio di fallire lo scopo della rivoluzione.

In effetti, se dopo la messa in comune degli strumenti di lavoro e delle materie prime mantenessimo l'appropriazione individuale dei prodotti del lavoro, saremmo costretti a conservare il denaro, e, di conseguenza, un'accumulazione di ricchezza maggiore o minore a seconda del merito, o piuttosto dell'abilità di ciascuno. In questo modo l'eguaglianza sparirebbe, poiché colui che giungesse ad avere ricchezze maggiori si sarebbe già elevato per questo stesso fatto sopra il livello degli altri. Non resterebbe che un passo da fare perché i controrivoluzionari restaurassero il diritto d'eredità. E, in effetti, ho sentito un socialista ben noto, proclamantesi rivoluzionario, sostenere l'assegnazione individuale dei prodotti e fìnire col dichiarare che non vedrebbe alcun inconveniente se la società permettesse la trasmissione ereditaria di questi prodotti: la cosa, secondo lui, non avrebbe conseguenze. Per noi, che conosciamo da vicino i risultati raggiunti dalla società con questa accumulazione delle ricchezze e loro trasmissione ereditaria, non vi possono esser dubbi al proposito.

L'assegnazione individuale dei prodotti ristabilirebbe non soltanto la diseguaglianza tra gli uomini, ma anche l'ineguaglianza tra i diversi generi di lavoro. Vedremmo ricomparire immediatamente il lavoro “pulito” e il lavoro “sporco”, il lavoro “nobile” e quello “spregevole”; il primo sarebbe fatto dai più ricchi, il secondo sarebbe attributo dei più poveri. Allora, non sarebbero più la vocazione e il gusto personale a spingere l'uomo a darsi a un genere di attività piuttosto che a un altro: sarebbe l'interesse, la speranza di guadagnare di più in una data professione. Rinascerebbero cosi la pigrizia e la diligenza, il merito e il demerito, il bene e il male, il vizio e la virtù e, di conseguenza, la “ricompensa” da un lato e la “punizione” dall'altro, la legge, il giudice, lo sbirro e la prigione.

Vi sono socialisti che insistono nel sostenere quest'idea dell'assegnazione individuale dei prodotti del lavoro basandosi sul sentimento di giustizia.

Strana illusione! Col lavoro collettivo, impostoci dalla necessità di produrre in grande e di applicare su larga scala le macchine, con questa tendenza, sempre più accentuata, del lavoro moderno a servirsi del lavoro delle generazioni precedenti come si potrebbe determinare qual è la parte di prodotto dell'uno e quale dell'altro? E assolutamente impossibile, e i nostri stessi avversari lo sanno tanto bene che finiscono per dire: “Ebbene, ci baseremo per la ripartizione sull'ora di lavoro”; ma nello stesso tempo ammettono essi stessi che sarebbe ingiusto, poiché tre ore di lavoro di Pietro possono spesso valerne cinque di Paolo.

Una volta ci dicevamo “collettivisti” per distinguerci dagli individualisti e dai comunisti-autoritari, ma in fondo eravamo semplicemente comunisti-antiautoritari, e, dicendoci “collettivisti” pensavamo di esprimere in questo modo la nostra idea che tutto dev'essere messo in comune, senza fare differenze tra gli strumenti e i materiali di lavoro e i prodotti del lavoro collettivo.

Ma un bel giorno vedemmo spuntare una nuova setta di socialisti, i quali, risuscitando gli errori del passato, si misero a filosofare, a sceverare, a distinguere su questa questione.

Ma affrontiamo finalmente la sola e unica obiezione seria avanzata dai nostri avversari contro il comunismo.

Tutti sono d'accordo che si va necessariamente verso il comunismo, ma ci viene osservato che, all'inizio, non essendo suffìcientemente abbondanti i prodotti, bisognerà stabilire il razionamento, la divisione, e che la miglior divisione dei prodotti del lavoro sarebbe quella basata sulla quantità di lavoro fatta da ciascuno.

A questo rispondiamo che nella società futura, anche quando si fosse costretti a razionare i beni, si dovrebbe rimanere comunisti; cioè il razionamento dovrebbe esser fatto non secondo i meriti, ma secondo i bisogni.

Prendiamo la famiglia, questo piccolo esempio di comunismo, di un comunismo autoritario piuttosto che anarchico, è vero, ma che d'altronde non cambia nulla in questo caso.

Nella famiglia il padre guadagna, supponiamo, cento soldi al giorno, il figlio maggiore tre franchi, un ragazzo più giovane quaranta soldi, e il minore soltanto venti soldi al giorno. Tutti portano il denaro alla madre che tiene la cassa e dà loro da mangiare. Non tutti portano in modo eguale, ma a pranzo ciascuno si serve come vuole e secondo il proprio appetito: non vi è razionamento. Ma arrivano tempi brutti e l'indigenza costringe la madre a non rimettersi più all'appetito e al gusto di ciascuno per la distribuzione del pranzo. Bisogna dividere in razioni e, sia per iniziativa della madre, sia per tacito accordo, le porzioni di tutti vengono ridotte. Ma notate, questa ripartizione non vien fatta secondo i meriti perché sono soprattutto i ragazzi più giovani a ricevere la parte maggiore, e, per quel che riguarda il boccone migliore, è riservato alla vecchia che non guadagna proprio nulla. Anche durante la carestia si applica in famiglia questo principio del razionamento secondo i bisogni. Potrebbe essere altrimenti nella grande famiglia umana del futuro?

È evidente che ci sarebbe altro da dire su questo argomento, se non lo trattassi davanti ad anarchici.

Non si può essere anarchici senza essere comunisti. In effetti, la minima idea di limitazione contiene già i germi dell'autoritarismo. Non potrebbe manifestarsi senza generare immediatamente la legge, il giudice, il gendarme.

Dobbiamo esser comunisti, perché nel comunismo realizzeremo la vera eguaglianza. Dobbiamo essere comunisti perché il popolo, che non afferra i sofìsmi collettivisti, capisce perfettamente il comunismo, come gli amici Réclus e Kropotkin hanno già fatto notare. Dobbiamo essere comunisti, perché siamo anarchici, perché l'anarchia e il comunismo sono i due termini necessari della rivoluzione.

C. CAFIERO, Anarchia e comunismo. Riassunto del discorso pronunciato dal compagno Cafiero al Congresso della federazione giurassiana, in “Le Révolté”, Ginevra 13-27 novembre 1880; ora in C. CAFIERO, Rivoluzione per la rivoluzione, a cura di G. Bosio, Roma 1970, pp. 47-56.

This page can be viewed in
English Italiano Deutsch

Front page

(Bielorrusia) ¡Libertad inmediata a nuestro compañero Mikola Dziadok!

DAF’ın Referandum Üzerine Birinci Bildirisi:

Cajamarca, Tolima: consulta popular y disputa por el territorio

Statement on the Schmidt Case and Proposed Commission of Inquiry

Aodhan Ó Ríordáin: Playing The Big Man in America

Nós anarquistas saudamos o 8 de março: dia internacional de luta e resistência das mulheres!

Özgürlüğümüz Mücadelemizdedir

IWD 2017: Celebrating a new revolution

Solidarité avec Théo et toutes les victimes des violences policières ! Non à la loi « Sécurité Publique » !

Solidaridad y Defensa de las Comunidades Frente al Avance del Paramilitarismo en el Cauca

A Conservative Threat Offers New Opportunities for Working Class Feminism

De las colectivizaciones al 15M: 80 años de lucha por la autogestión en España

False hope, broken promises: Obama’s belligerent legacy

Primer encuentro feminista Solidaridad – Federación Comunista Libertaria

Devrimci Anarşist Tutsak Umut Fırat Süvarioğulları Açlık Grevinin 39 Gününde

The Fall of Aleppo

Italia - Ricostruire opposizione sociale organizzata dal basso. Costruire un progetto collettivo per l’alternativa libertaria.

Recordando a César Roa, luchador de la caña

Prison Sentence to Managing Editor of Anarchist Meydan Newspaper in Turkey

Liberación de la Uma Kiwe, autonomía y territorio: una mirada libertaria para la comprensión de la lucha nasa

Misunderstanding syndicalism

American Anarchist and Wobbly killed by Turkey while fighting ISIS in Rojava

Devlet Tecavüzdür

Attaque fasciste sur la Croix Rousse et contre la librairie libertaire la Plume Noire

Italia / Svizzera | Storia dell'anarchismo | it

Sun 23 Apr, 15:53

browse text browse image

makhno.jpg imagePrecisazioni circa Makhno, Contropiano e le solite calunnie 05:31 Sat 11 Mar by Alternativa Libertaria/fdca 0 comments

ristabilire i termini della verità storica, mille volte mistificata dalla storiografia liberale, socialdemocratica e bolscevica.

logobien.jpg image60° anniversario della FAU 23:26 Sun 30 Oct by Alternativa Libertaria/FdCA 0 comments

dall'Italia Alternativa Libertaria/fdca saluta l'anniversario della Federaciòn Anarquista Uruguaya

gaap.jpg imageNovità editoriale: I Figli dell'Officina 17:28 Mon 07 Oct by Centro Documentazione Franco Salomone 0 comments

Nella prima metà degli anni '50 del XX secolo, in una dimensione internazionale caratterizzata dalla dura contrapposizione tra i due blocchi egemoni (USA vs URSS), i Gruppi Anarchici di Azione Proletaria cercarono di sottoporre a una rigorosa analisi la mutata struttura dello sfruttamento capitalistico, sforzandosi di coglierne novità e linee di tendenza, analizzarono l'azione dell'imperialismo internazionale, comunque mascherato, cercando di coglierne le caratteristiche e tentarono di formulare una proposta strategica capace di opporsi al disegno complessivo dell'imperialismo...

copromasovvpiccweb.jpg imageRoma sovversiva. Anarchismo e conflittualità sociale dall'età giolittiana al fascismo (1900-1926) 18:27 Wed 14 Mar by Odradek Edizioni 0 comments

Questo libro riempie una lacuna, ricostruendone la base sociale, l'ambito spurio e mutevole, che concerne la formazione delle forze sociali e produttive cittadine. Ma soprattutto ribalta l'immagine di comodo, restituendole il carattere di città violenta, con un conflitto di classe che sfocia facilmente in tumulti repressi con estrema brutalità dalle forze dell'ordine.

pontedecimo.jpg imageNovità editoriale: "Tesi di Pontedecimo" dei GAAP 18:22 Mon 13 Feb by Federazione dei Comunisti Anarchici 0 comments

E' uscito nella collana "I Quaderni di Alternativa Libertaria" l'opuscolo "Tesi di Pontedecimo" dei Gruppi Anarchici di Azione Proletaria (GAAP). Si tratta della Tesi Programmatica uscita dalla 1a Conferenza dei GAAP tenuta a Genova-Pontedecimo il 24-25 febbraio 1951.

bari.jpg imageNovità editoriale: Gli anarchici di piazza Umberto. La sinistra libertaria a Bari negli anni '70 23:03 Wed 12 Oct by Centro di Documentazione "Franco Salomone" 0 comments

Il Centro di Documentazione "Franco Salomone" di Fano (PU) è lieto di annunciare la pubblicazione del libro "Gli anarchici di piazza Umberto", di Luca Lapolla.

malatesta.jpg imagePresentazione del primo volume delle Opere Complete di Errico Malatesta 16:07 Thu 15 Sep by Biblioteca Borghi 0 comments

La Biblioteca libertaria "Armando Borghi", in collaborazione con la Biblioteca comunale "Luigi Dal Pane", organizza a Castel Bolognese la presentazione del primo volume delle Opere Complete di Errico Malatesta. Il primo volume ha titolo "Un lavoro lungo e paziente…". Il socialismo anarchico dell’Agitazione (1897-1898) , ed esce con saggio introduttivo di Roberto Giulianelli (Milano, Zero in condotta/ Ragusa, La Fiaccola, 2011, pp. 392, Euro 25,00).

textIn memoria di Lorenzo Parodi 18:11 Tue 16 Aug by Federazione dei Comunisti Anarchici 0 comments

Il primo agosto è morto Lorenzo Parodi. Era nato nel 1926 a Genova, giovanissimo antifascista da sempre nemico dello stalinismo e delle sue degenerazioni italiane, aderì nel primo dopoguerra al movimento anarchico, alla sua tendenza classista e rivoluzionaria.

salomone_sm.jpg imageNovità editoriale: "Un rivoluzionario di ponente" 21:10 Mon 11 Apr by Centro di Documentazione Franco Salomone 0 comments

Il Centro di Documentazione Franco Salomone è lieto di annunciare la pubblicazione di un nuovo libro in omaggio alla vita militante e all'opera di Franco Salomone. I materiali che qui vengono raccolti intendono offrire una testimonianza del suo impegno individuale e collettivo, dello sforzo analitico e propositivo di un militante e dei suoi compagni, di una generazione di comunisti libertari che dal lontano ponente ligure cercarono di riaprire la strada del reinserimento degli anarchici nell'opposizione al capitalismo, nel lavoro sindacale, dando impulso tanto alle lotte sindacali ed all'unità di classe quanto all'unità dei comunisti libertari in termini organizzativi e di strategia.

Dadà, Cremaschi, Massari imageResoconto presentazione libro di Daniel Guérin 22:29 Mon 28 Sep by FdCA Sezione Luigi Fabbri, Roma 0 comments

Si è svolta venerdì 25 settembre presso il Laboratorio Sociale "La Talpa", a cura dello stesso, la presentazione della prima edizione in lingua italiana del libro "Per un marxismo libertario" di Daniel Guérin a cura di Massari Editore, con interventi di Adriana Dadà (FdCA), Giorgio Cremaschi (FIOM/Rete 28 aprile) e Roberto Massari (Utopia Rossa). [English]

more >>

textComunismo anarchico e comunismo libertario Jul 10 by Gruppo Comunista Anarchico di Firenze 0 comments

Abbiamo visto come la tendenza comunista anarchica derivi direttamente dal pensiero bakuninista, organizzatore e comunista, e vada contrapponendosi costantemente alle teorie antiorganizzatrici che, a periodi, percorrono tutta la storia dell'anarchismo, come, del resto, della socialdemocrazia. Nella tendenza "organizzatrice" un'altra tendenza convive con quella comunista anarchica, la tendenza comunista libertaria.

imagePrecisazioni circa Makhno, Contropiano e le solite calunnie Mar 11 0 comments

ristabilire i termini della verità storica, mille volte mistificata dalla storiografia liberale, socialdemocratica e bolscevica.

image60° anniversario della FAU Oct 30 0 comments

dall'Italia Alternativa Libertaria/fdca saluta l'anniversario della Federaciòn Anarquista Uruguaya

imagePresentazione del primo volume delle Opere Complete di Errico Malatesta Sep 15 0 comments

La Biblioteca libertaria "Armando Borghi", in collaborazione con la Biblioteca comunale "Luigi Dal Pane", organizza a Castel Bolognese la presentazione del primo volume delle Opere Complete di Errico Malatesta. Il primo volume ha titolo "Un lavoro lungo e paziente…". Il socialismo anarchico dell’Agitazione (1897-1898) , ed esce con saggio introduttivo di Roberto Giulianelli (Milano, Zero in condotta/ Ragusa, La Fiaccola, 2011, pp. 392, Euro 25,00).

textIn memoria di Lorenzo Parodi Aug 16 FdCA 0 comments

Il primo agosto è morto Lorenzo Parodi. Era nato nel 1926 a Genova, giovanissimo antifascista da sempre nemico dello stalinismo e delle sue degenerazioni italiane, aderì nel primo dopoguerra al movimento anarchico, alla sua tendenza classista e rivoluzionaria.

imageLe mie prigioni e le mie evasioni Dec 05 0 comments

Operaio, anarchico, antifascista, dopo aver partecipato alle lotte politiche e sindacali nella sua città il veronese Giovanni Domaschi (Verona, 1891-Dachau, 1945) ha trascorso quasi per intero il ventennio fascista rinchiuso in carcere o relegato al confino. Membro del secondo Comitato di liberazione nazionale di Verona, prima di essere deportato in Germania e di trovare la morte in un lager ha avuto modo di scrivere le sue memorie.

more >>
© 2005-2017 Anarkismo.net. Unless otherwise stated by the author, all content is free for non-commercial reuse, reprint, and rebroadcast, on the net and elsewhere. Opinions are those of the contributors and are not necessarily endorsed by Anarkismo.net. [ Disclaimer | Privacy ]