user preferences

La Libia è Misurata

category italia / svizzera | imperialismo / guerra | opinione / analisi author Wednesday October 05, 2016 01:07author by Alternativa Libertaria/FdCA - 95° Consiglio dei Delegati Report this post to the editors

Dopo più di 100 anni l'Italia ritorna a Misurata e vi si precipita in armi, droni e dottori, rispondendo all'appello umanitario di Al-Sarraj, ma proprio all'indomani dell'avanzata delle truppe di Haftar verso Sirte con la conquista di pozzi petroliferi della cosiddetta "Mezzaluna Petrolifera"

La Libia è Misurata

Misurata si trova sulla strada tra la Cirenaica e  Tripoli.
Cioè tra l'avanzata militare del generale Khalifa Haftar che governa a Tobruk ed il governo di Tripoli di Al-Sarraj che ha l'appoggio  italiano.
Dopo più di 100 anni l'Italia ritorna a Misurata e vi si precipita in armi, droni e dottori, rispondendo all'appello umanitario di Al-Sarraj, ma  proprio all'indomani dell'avanzata delle truppe di Haftar verso Sirte con la conquista di pozzi petroliferi della cosiddetta "Mezzaluna Petrolifera", capace di 700mila barili al giorno di greggio, mentre la produzione attuale di petrolio in Libia è di 200mila barili al giorno, un decimo rispetto al 2011.
Dal 2011, infatti, dopo l'attacco francese, britannico ed americano che portò alla fine di Gheddafi, la Libia è percorsa da una guerra fatta di conflitti fra le tribù, fra le milizie ed interno all'Islam, ma che ha sempre mantenuto i caratteri di una guerra per interessi geopolitici ed economici.
Un regolamento di conti, una spartizione della torta fra potenze esterne e le due entità libiche di Tripoli e Tobruk, entrambe concorrenti per l'esportazione di petrolio.
In Libia giace il 38% delle riserve africane. Un greggio di qualità che, atttualmente, insieme a gas, è in grado di estrarre solo l'ENI in Tripolitania, ma con scarsa protezione del governo di Al-Sarraj. Dunque, da proteggere con un intervento diretto.
Quanto vale la Libia? Le ricchezze del sottosuolo più i petrodollari del fondo sovrano libico depositati a Londra dicono che la Libia vale 130 miliardi di dollari oggi ed almeno tre volte tanto se dovesse tornare ad esportare petrolio come prima del 2011, magari con un governo a capo di un paese diviso in zone d'influenza.
La Cirenaica alla Gran Bretagna che lì ha asset della BP e della Shell, oltre ai petrodollari libici da difendere. Ma anche proteggere i consorzi francesi, americani, tedeschi e cinesi.
Alla Francia la guardia del Sahel nel Fezzan dove curare i suoi interessi energetici e geopolitici verso le ex-colonie.
All'Italia la Tripolitania ed il controllo del gasdotto Greenstream che porta gas sulle coste siciliane.
Quello che conta dunque è rimettere sul mercato le ricchezze libiche e crearci intorno un sistema militare di sicurezza regionale che protegga il tutto. Sotto la supervisione strategica degli Stati Uniti.
Tutto questo non piace alle fratricide forze libiche che vorrebbero tenersi le ricchezze per sé.
L'avanzata delle truppe di Haftar verso Sirte, gli aprirebbe le porte della Tripolitania e cambierebbe gli equilibri, una volta cacciato l'ISIS da Sirte. Non a caso Francia, Germania, Italia, Spagna, Stati Uniti e Regno Unito  hanno condannato l’offensiva di Haftar chiedendo l’immediato ritiro delle sue truppe.
Gli sponsor arabi delle varie fazioni libiche, come l'Egitto che appoggia il generale Khalifa Haftar a Tobruk, il Qatar che invia dollari agli islamisti radicali di Tripoli, gli Emirati che appoggiano Tobruk o la Turchia che ha spostato  jihadisti libici dalla Siria alla Sirte, non stanno certo a guardare.
Anche se dalle basi italiane non si fosse alzato neanche un aereo, l'Italia in guerra c'era già, in un'alleanza fatta di rivali e concorrenti, dentro quella NATO che spinge scelleratamente l'Europa a portare la sua azione militare sempre più lontano. 
Ora il governo italiano ha rotto gli indugi e si colloca militarmente di traverso sul cammino di Haftar verso Tripoli, perchè in Libia, i nemici –reali o finti,  ISIS o altri- sono coloro che vogliono mettere le mani sullo sfruttamento del petrolio e del gas libici. 
Un'altra sporca guerra per le risorse. Una pericolosa avventura in nome del profitto.
Antimilitarismo e lotta di classe: chiusura delle basi militari in Italia, smantellamento del MUOS.
Alternativa Libertaria/fdca
95° Consiglio dei Delegati

Fano, 1 ottobre 2016

Related Link: http://alternativalibertaria.fdca.it/wpAL/blog/2016/03/...core/
This page can be viewed in
English Italiano Deutsch
¿Què està passant a Catalunya?

Front page

Noi comunisti anarchici/libertari nella lotta di classe, nell'Europa del capitale

Luttons contre le harcèlement et toutes les violences patriarcales !

The Old Man and the Coup

Hands off the anarchist movement ! Solidarity with the FAG and the anarchists in Brazil !

URGENTE! Contra A Criminalização, Rodear De Solidariedade Aos Que Lutam!

¡Santiago Maldonado Vive!

Catalunya como oportunidad (para el resto del estado)

La sangre de Llorente, Tumaco: masacre e infamia

Triem Lluitar, El 3 D’octubre Totes I Tots A La Vaga General

¿Què està passant a Catalunya?

Loi travail 2017 : Tout le pouvoir aux patrons !

En Allemagne et ailleurs, la répression ne nous fera pas taire !

El acuerdo en preparacion entre la Union Europea y Libia es un crimen de lesa humanidad

Mourn the Dead, Fight Like Hell for the Living

SAFTU: The tragedy and (hopefully not) the farce

Anarchism, Ethics and Justice: The Michael Schmidt Case

Land, law and decades of devastating douchebaggery

Democracia direta já! Barrar as reformas nas ruas e construir o Poder Popular!

Reseña del libro de José Luis Carretero Miramar “Eduardo Barriobero: Las Luchas de un Jabalí” (Queimada Ediciones, 2017)

Análise da crise política do início da queda do governo Temer

Dès maintenant, passons de la défiance à la résistance sociale !

17 maggio, giornata internazionale contro l’omofobia.

Los Mártires de Chicago: historia de un crimen de clase en la tierra de la “democracia y la libertad”

Strike in Cachoeirinha

© 2005-2017 Anarkismo.net. Unless otherwise stated by the author, all content is free for non-commercial reuse, reprint, and rebroadcast, on the net and elsewhere. Opinions are those of the contributors and are not necessarily endorsed by Anarkismo.net. [ Disclaimer | Privacy ]