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La piazza in Egitto è più forte delle urne elettorali

category nordafrica | lotte sul territorio | comunicato stampa author lunedì luglio 08, 2013 15:28author by Alternative libertaire - AL Segnalare questo messaggio alla redazione

Due anni e mezzo dopo l'estromissione di Hosni Mubarak, le piazze d'Egitto sono tornate a farsi sentire. Mohamed Morsi è stato estromesso dopo un anno di regno e dopo 4 giorni di manifestazioni mai viste nella storia del paese. Gli Egiziani hanno rammentato al mondo che le elezioni non sono un assegno in bianco che esonera gli eletti da qualsiasi vincolo. [Français] [English] [Castellano] [Ελληνικά ]
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La piazza in Egitto è più forte delle urne elettorali


Due anni e mezzo dopo l'estromissione di Hosni Mubarak, le piazze d'Egitto sono tornate a farsi sentire. Mohamed Morsi è stato estromesso dopo un anno di regno e dopo 4 giorni di manifestazioni mai viste nella storia del paese. Gli/Le Egiziani hanno rammentato al mondo che le elezioni non sono un assegno in bianco che esonera gli eletti da qualsiasi vincolo. La vera democrazia comporta il controllo del mandato da parte di chi lo conferisce e non ci sarebbe democrazia se non ci fosse la capacità di rimuovere coloro che hanno tradito il mandato. Non esiste nessuna costituzione che dia il potere ai lavoratori (eccetto per qualche "referendum revocatorio [ratificatorio - ndr.]" alla Chavez) - le classi al governo hanno troppa paura che la spirale democratica possa eventualmente danneggiarle. Senza stare tanto a guardare la costituzione, la legge, la cosiddetta "legittimità democratica" delle elezioni, i lavoratori egiziani hanno reclamato il loro futuro attraverso una mobilitazione collettiva e rivoluzionaria. Che sia di monito ai padroni del nostro piccolo Occidente, e che i lavoratori di tutto il mondo ne traggano ispirazione!

Tuttavia questa seconda rivoluzione, con l'intervento dell'esercito nell'estromissione finale di Morsi, ha assunto l'aspetto di un golpe. Sebbene i militari abbiano semplicemente realizzato la conclusione resa inevitabile dal popolo, resta un'impressione simbolica disastrosa. Ma oltre i simboli, i militari si trovano un buona posizione per restaurare un potere autoritario, del tutto simile al regime che il popolo aveva rovesciato 2 anni e mezzo fa. In quanto detentori di una ampia fetta della ricchezza del paese (35% del PIL), i militari stanno puntando a riprendere il pieno controllo del potere politico, che è garanza della continuità del loro impero economico, in cui non vi è spazio per gli interessi dei lavorarori.

Alternative Libertaire supporta i movimenti sociali egiziani e tutte le forze progressive nella lotta contro gli Islamisti e contro l'esercito, per riportare in Egitto la libertà, l'uguaglianza sociale e la vera democrazia fondata sul potere popolare.

Alternative Libertaire

4 luglio 2013

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali.

Link esterno: http://www.alternativelibertaire.org
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