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Eduardo Galeano, la coscienza latinoamericana

category internazionale | cultura | opinione / analisi author Thursday April 23, 2015 16:14author by José Antonio Gutiérrez D. Report this post to the editors

La scomparsa dello scrittore uruguayano Eduardo Galeano (3 settembre 1940 - 13 aprile 2015) lascia un vuoto irreparabile nel mondo della letteratura latinoamericana. [Castellano]
Eduardo Galeano (1940-2015)
Eduardo Galeano (1940-2015)


Eduardo Galeano, la coscienza latinoamericana


La scomparsa dello scrittore uruguayano Eduardo Galeano (3 settembre 1940 - 13 aprile 2015) lascia un vuoto irreparabile nel mondo della letteratura latinoamericana.

Difficile trovare una penna come la sua, semplice, incisiva, che ha messo a nudo la natura intima di quella promessa incompiuta che è l'America Latina, che ha reso straordinaria la banalità e banale lo straordinario. Una penna, soprattutto, al servizio dei perdenti, scevra da ogni dogmatismo, ma senza concedersi al compromesso. La sua penna ha accompagnato i guerriglieri nella giungla, i sindacalisti nelle loro fabbriche, i minatori nelle gallerie, i tagliatori nei canneti, tutti i tipi di ribelli che cercavano di essere padroni del proprio destino. La sua penna era indignata, ma non ha mai perso sottigliezza. Denunciava -come denunciava- ciò che nessuno aveva allora il coraggio di denunciare. Quali altri scrittori famosi hanno pianto per Haiti, quando la metà del mondo, tra cui alcuni "progressisti", han messo la loro mano sull'occupazione del 2004? La sua penna era la penna di un perseguitato, di un censurato, di un esiliato da molti di coloro che ora sono al potere e gli renderanno omaggio ipocritamente. E soprattutto, è stata una penna di una genialità senza pari. Due dei suoi capolavori, come “Venas Abiertas de América Latina”, una storia del popolo dei nostri villaggi, e "Memorias de fueco" - tre volumi di aneddoti ordinati cronologicamente che vanno a tessere meravigliosamente un ritratto dell'America Latina a volte duro ma pieno di speranza- - rimangono come due dei più grandi momenti di lucidità del pensiero nuestroamericano.

Galeano è stato la voce della coscienza latinoamericana, ripercorrendo nella sua opera tutta l'umanità del nostro continente. Galeano ha raccontato quello che nei libri di storia era stato censurato, quello che i notiziari tacevano, ha scritto in una lingua fuorilegge per il potere. Con lui molti hanno appreso la nostra storia, chi siamo, da dove veniamo, il nostro posto nel mondo. Con lui, abbiamo imparato a parlare con la nostra voce. A pensare con la nostra testa. A sognare quando sognare era proibito dai generali e dalla forza del mercato. I neoliberisti hanno cercato di seppellirlo nel decennio completamente perduto degli anni '90, nel bel mezzo della festa neoliberista e della rapina generalizzata, quella sorta di carnevale che sapeva di saccheggio al pari degli Unni. Gli utili idioti degli speculatori finanziari, i loro ruffiani, Vargas Llosa e la sua corte di clown tristi - Plinio Apuleio e Carlos A. Montaner - reagirono a “Venas Abiertas de América Latina” con un mediocre libro di risposta, scritto per il piacere di altri mediocri, intitolato “Manual del Perfecto Idiota Latinoamericano”. Per la storia gli unici idioti invece erano proprio loro. L'America Latina dimostrò presto che la storia non si ferma, che il mondo continua a girare sul suo asse ... gridando fino a Miami e Madrid, perché i dannati della terra - coloro che vengono profondamente disprezzati - stavano dando una lezione di dignità. Del "Manual" nessuno si ricorda più, mentre "Las Vienas Abiertas" rimane un punto di riferimento imprescindibile per il pensiero latinoamericano ed universale. Cosa importa ad una quercia se un maiale si strofina sulla sua corteccia?

Mentre la sinistra latinoamericana si incartapecoriva nei suoi dogmi e nelle sue ammuffite certezze, Galeano faceva risorgere la dimensione utopica per un progetto sociale alternativo. Ben distante dalle prediche scientiste, ci ha detto che l'utopia era come l'orizzonte, che potevamo camminare e andargli incontro, ma sempre sperimentando un po'. Ma per far cosa? Per andare avanti. E a che punto siamo arrivati? Forse non proprio del tutto dove voleva Galeano: le nostre vene rimangono aperte e la sua opera rimane, purtroppo, così attuale come 40 anni fa. Tuttavia, con Galeano, abbiamo preso coscienza. E, forti di questa consapevolezza, continueremo ad avanzare. Addio, nostro, compagno e nostro maestro!

José Antonio Gutiérrez D.

13 Aprile 2015

Traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali.

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