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STOP TTIP

category italia / svizzera | economia | opinione / analisi author Saturday October 24, 2015 05:42author by Alternativa Libertaria/FdCA - Sezione "Silvia Francolini" di Fano-Pesaro Report this post to the editors

Campagna di controinformazione a Fano presso l'Infoshop di Via Serravalle il 17 ottobre

Dobbiamo necessariamente mobilitare dal basso tutta la nostra capacità di constrasto, di denuncia, di controinformazione popolare per respingere quella che si annuncia come un'altra dittatura economico-giuridica sulle nostre vite dopo le politiche di austerity della UE

STOP TTIP!!


La firma del TPP (Trans-Pacific Partnership) tra USA, Giappone ed altri 10 stati dell'area (esclusa la Cina), avvenuta lo scorso 5 ottobre centra uno degli attuali obiettivi della politica internazionale degli USA in tema di integrazione e libertà commerciale a livello planetario.

Il secondo obiettivo dell'entusiasta Obama è la firma del TTIP (Transatlantic Trade & Investment Partnership) con l'Unione Europea per abbattere ogni barriera tariffaria e regolamentare che possa ostacolare la libertà di movimento delle merci e degli investimenti, travolgendo qualsiasi legislazione a tutela di beni comuni (risorse naturali) ed attività di carattere ambientale, agricolo, sanitario, energetico, sociale (trasporti, comunicazioni, formazione),....

Nonostante gli entusiasmi europei possano segnare un certo raffreddamento (almeno nel governo tedesco) in seguito allo scontro sulla questione VolksWagen tra USA e Germania, il negoziato sul TTIP potrebbe compiere passi in avanti incorporando una delle istituzioni previste dal TPP con poteri extra-territoriali.

Si tratta della costituzione di corti arbitrali denominate Investor-State Settlement di cui fanno parte magistrati rappresentanti delle imprese, magistrati rappresentanti degli Stati ed avvocati esperti in commercio internazionale.

Questi tribunali vigileranno e commineranno sanzioni su ogni ostacolo interposto alla circolazione di merci ed investimenti, puntando all'adeguamento e subordinazione delle legislazioni dei singoli paesi agli interessi della valorizzazione capitalistica in tutti i campi in cui dovessere sorgere conflitti e contrapposizioni tra imprese multinazionali e interessi nazionali.

Un'applicazione di tale potere sanzionatorio è già in uso all'interno del NAFTA (North American Free Trade Agreement, il trattato tra USA, CAnada e Messico stupulato nel 1994), come nel caso dello Stato del Quebec (Canada) portato a giudizio nei primi mesi del 2015 per aver votato una moratoria contro l'estrazione di shale-gas in quanto pericolosa ed inquinante!

La reciproca convenienza tra USA, UE e singoli governi europei a sottoscrivere il TTIP deve comunque superare una serie di fattori di opposizione e di contrasto che vanno dalla legislazione europea fin qui acquisita in campo di principio di precauzione alle legislazioni nazionali di tutela dei beni, delle risorse e dei prodotti locali.

Lo stesso movimento STOP TTIP è fortemente cresciuto negli ultimi 2 anni fino alla recente grande manifestazione di Berlino.

Il punto è che non possiamo fidarci dei governi (basti pensare all'entusiasta sottosegretario al TTIP Calenda nel governo Renzi) e dei magistrati che rappresentano gli Stati europei e la stessa UE, direttamente coinvolti a tutela delle imprese nazionali ed europee (se non già globali, come la FCA di Marchionne) nell'illusione di poter penetrare un lasco mercato statunitense in quanto a divieti e precauzioni.
Dobbiamo necessariamente mobilitare dal basso tutta la nostra capacità di constrasto, di denuncia, di controinformazione popolare per respingere quella che si annuncia come un'altra dittatura economico-giuridica sulle nostre vite dopo le politiche di austerity della UE.

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