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brazil/guyana/suriname/fguiana / miscellaneous / feature Tuesday May 30, 2017 05:32 byCoordenação Anarquista Brasileira
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Corte de rua e barricada no estado do Paraná.

O Brasil vive um terremoto político, escancarando a podridão das elites do país e fragilizando ainda mais os laços que as sustentam no poder. A operação orquestrada que possibilitou a gravação entre o presidente Michel Temer e o dono da JBS, maior empresa de carnes do mundo, altera a correlação de forças no país e joga gasolina na crise política e social. Com a instabilidade política, o governo tem mais dificuldade para mobilizar sua base e avançar com as Reformas da Previdência e Trabalhista, os maiores ataques à classe oprimida.

Isso não é motivo para se comemorar, não devemos tirar peso destas lutas. Agora é a hora de partir pra cima, massificar as mobilizações com o trancamento das ruas, paralisações rumo à greve geral para barrar os cortes sociais e as reformas. Devemos aprofundar a democracia, mas a democracia direta, onde as/os trabalhadoras/es nos seus locais de trabalho, estudo e moradia decidam o rumo do país. O momento é desfavorável para nós oprimidos e oprimidas, mas a crise e a disputa entre as elites abrem margem para outros projetos.

[Castellano] [English] [Italiano]

brasile/guyana/suriname/guiana francese / vari / opinione / analisi Monday May 29, 2017 22:49 byCoordinamento Anarchico Brasiliano

Testo della CAB sulla situazione in Brasile.

[Português] [Castellano] [English]

Democrazia diretta subito! Fermare le riforme nelle strade e costruire il potere popolare!

Coordinamento Anarchico Brasiliano (Coordenação Anarquista Brasileira–CAB)

Il Brasile sta vivendo un terremoto politico, che sta facendo emergere il marciume delle elites del paese e che sta ulteriormente indebolendo i legami che le tengono al potere. L'operazione orchestrata che ha permesso la registrazione della telefonata tra il presidente Michel Temer e il proprietario di JBS, la più grande azienda di carni bovine nel mondo, altera l'equilibrio delle forze nel paese e getta benzina sulla crisi politica e sociale. Con l'instabilità politica, il governo ha più difficoltà a mobilitare la sua base per andare avanti con le riforme delle pensioni e dei diritti dei lavoratori, uno dei più grandi attacchi contro la classe operaia. Questo non è certo un motivo per festeggiare, non abbiamo nulla da guadagnare da questi scontri di potere. Ora è il momento di muoversi, di accumulare le mobilitazioni con il blocco delle strade, ricorrere allo sciopero generale per bloccare i tagli al welfare e le riforme. Dobbiamo radicare la democrazia, ma la democrazia diretta, con cui i/le lavoratori/trici nei luoghi di lavoro, nei luoghi di studio e di vita possano decidere la direzione del paese. Non possiamo accettare le briciole dall'alto, abbiamo bisogno di imporre un programma popolare dei diritti sociali costruito e deciso dal popolo. Abbiamo bisogno di costruire la democrazia diretta, nei quartieri, nelle favelas, nelle baraccopoli, nelle occupazioni di terreni e abitazioni, nelle fabbriche, nelle scuole, al di fuori degli accordi di potere.

Il colpo di stato che ha messo fine al quarto mandato della presidenza PT / PMDB (Partito del Movimento Democratico Brasiliano, ndt) ha reso possibile l'adozione di misure dure contro il popolo ad un ritmo travolgente, con un ampio sostegno nel Congresso e nei media, soprattutto della rete televisiva Globe . Michel Temer ha approvato la riforma dell'istruzione, la legge sui tetti di spesa, la legge di outsourcing, le privatizzazioni e altri attacchi - già previsti durante il governo dello stesso Partito dei Lavoratori (PT). Decenni di burocratizzazione delle lotte da parte delle grandi centrali sindacali e di pratica della cooptazione dei dirigenti dei principali movimenti sociali da parte del PT, hanno contribuito e contribuiscono alla smobilitazione della popolazione ed ostacolano l'estensione di massa della resistenza contro questi attacchi. Tuttavia, altri settori come quelli degli studenti e degli indigeni stanno dando un rinnovato incoraggiamento alla lotta sociale. La crescente insoddisfazione popolare verso le riforme delle pensioni e del lavoro si è manifestata con grande impatto per le strade, nelle manifestazioni per lo sciopero generale del 15 e 28 aprile, costringendo i golpisti a fare marcia indietro rispetto alle proposte iniziali.

Con oltre il 90% di opposizione, il governo Temer non ha alcuna legittimità per sostenere questo falso sistema democratico. Che serve solo a mantenere gli uomini d'affari e la classe politica per rubare e uccidere la gente. I governi di conciliazione di classe di Lula e Dilma sono stati governi per gli imprenditori e per i ricchi, con qualche briciola per i poveri. E le innumerevoli accuse di corruzione non fanno che rendere evidente il disgustoso rapporto di favori tra le grandi imprese e lo Stato. I casi di corruzione non sono eventi isolati, ma fanno muovere la ruota dello Stato e del settore privato. Cioè, il sistema rappresentativo non serve gli interessi del popolo, ma quelli del capitalismo e della classe politica e delle imprese affinchè possano portare avanti i loro progetti.

È per questo che le "soluzioni magiche" come le privatizzazioni, l'outsourcing, gli attacchi ai diritti del lavoro servono solo a dare maggiori benefici agli imprenditori. Della stessa stregua sono gli attacchi ai diritti sociali, gli attacchi contro le popolazioni indigene e dei loro territori, ai contadini senza terra, alle donne, a LGBT, il genocidio del popolo nero e degli abitanti delle favelas e delle baraccopoli, la criminalizzazione della povertà. Sono tutte misure e politiche per la destra e per i conservatori, per gli uomini d'affari, per i proprietari terrieri, per i banchieri affinchè possano imporre la loro ideologia, possano lucrare di più, possano concentrare più ricchezza e sfruttare più persone. Gli imprenditori, come João Dória, non sono diversi da altri politici, sono nemici del popolo. Se i politici di professione sono screditati, il ​​sistema giudiziario tenta di legittimarsi con le operazioni anti-corruzione per aumentare il suo potere nella struttura dello Stato. La cupola formata da magistratura, polizia federale e Ministero Pubblico, con i settori allineati direttamente con gli Stati Uniti, hanno il massiccio sostegno della rete mediatica Globo per accumulare potere con esiti pericolosamente autoritari. Bisogna respingere questa strategia ed evitare qualsiasi illusione in una salvezza che provenga dalla giustizia borghese.

I vecchi media svolgono un ruolo cruciale nel groviglio di interessi della classe dominante. La rete Globo, la stessa che ha sostenuto il colpo di Stato mediatico-giuridico-parlamentare e che ha costruito e legittimato il golpe recente, ora si schiera dalla parte del più forte, con la Procura Generale della Repubblica (PGR) per le dimissioni di Temer. Lo scopo è quello di ripristinare le condizioni per l'approvazione delle riforme con l'elezione di un nuovo presidente tramite elezioni indirette. Non possiamo sottovalutare il ruolo che i giganti dei media svolgono a livello ideologico. La posizione del Globo contro Temer non significa nessun progresso per le masse. Nel discredito dei politici di professione e delle vecchie figure, come Aécio Neves, il Globo orienta la sua agenda verso la tendenza globale a sfruttare le candidature di personalità apparentemente "fuori" del campo politico-partitico. (Doria, Meirelles), della magistratura (Nelson Jobim, Carmem Lúcia, Joaquim Barbosa), o anche dei media di intrattenimento (Luciano Huck). Si tratta di una mossa strategica in discredito dei vecchi media per rafforzare il ritmo di democratizzazione della comunicazione limitato al potere di queste società e per rafforzare i media popolari.

E' necessario mettere in discussione il motivo per cui le denunce arrivano solo in questo momento. Anche se alcuni politici sono stati fatti fuori e si è innescata una certa instabilità, l'azione dimostra accordi di fedeltà tra lo Stato e il capitale. Il criterio è economico e sta nell'interesse a difendere una società che di recente è stata travolta dallo scandalo "carne fradicia", un'azione che, se da un lato ha mostrato le condizioni terribili in cui viene prodotto il nostro cibo, serve prioritariamente gli interessi americani per indebolire un concorrente nel mercato internazionale della carne. Va notato che è stato il governo del PT / PMDB che ha ingrassato la produttrice di carni JBS tramite la BNDES (Banca per lo sviluppo, ndt) con aiuti milionari, trasformando l'azienda in una delle più grandi al mondo.

Dal basso e da sinistra, democrazia diretta subito!

Il fatto è che la spinta che ha portato molte persone in piazza in questo primo anno di governo Temer può diventare realtà: le dimissioni di Michel Temer della Presidenza della Repubblica. E ci chiediamo: e adesso? Qual è il prossimo passo? Sappiamo che con i golpisti indeboliti e con la loro base parlamentare oscillante, mancano le condizioni per dare continuità nella gestione delle riforme del lavoro e della pensione. Dunque è urgente intensificare la lotta contro le riforme e riguadagnare i diritti che sono stati rimossi dai golpisti del passato e contro la attuale congiuntura che vive il PT / PMDB. Oltre a fermare le riforme, abbiamo bisogno di costruire un progetto che farà pagare ai ricchi il conto della crisi e che riconosca le elite politiche, gli imprenditori ed i media come nemici del popolo. Le grandi aziende come JBS devono al governo più di 400 miliardi di euro, circa tre volte il valore del falso debito per la sicurezza sociale.

Solo l'organizzazione delle persone e la pressione per le strade possono impedire le riforme e gli attacchi ai diritti sociali. Nulla potrà venire dal parlamento. Dobbiamo evitare che gli imprenditori e l'elite politiche realizzino i loro accordi da cupola e golpe per dare continuità al loro progetto. La mobilitazione e la pressione popolare sono urgenti e necessari ora per evitare lo stato di avanzamento delle riforme in mezzo a questa instabilità. E' necessario fare pressione per imporre al governo le volontà popolari, anche nel caso di un'elezione diretta. E la mobilitazione del popolo oggi è urgente per prevenire lo scenario peggiore, che è una sospensione delle elezioni nel 2018 attraverso un intervento politico-militare e la persecuzione dei settori militanti della sinistra.

La sinistra elettoralista richiede ora la Presidenza della Repubblica e il lulismo può riemergere, come anni fa, presentandosi come soluzione popolare nel bel mezzo del terremoto da crisi politica. Non possiamo farci ingannare! Abbiamo detto e continuiamo a dire: occorre superare il PTismo e tutta la sua eredità a sinistra. La convinzione che Lula saprà come affrontare la crisi e portare miglioramenti nelle vite degli oppressi non ha alcun fondamento. L'elezione di Lula rappresenterebbe solo un altro patto di classe con la borghesia ed i padroni, in termini ancor più prudenti rispetto agli anni precedenti.

La cosa importante ora è che la lotta deve essere dal basso e nelle strade per far avanzare un programma popolare dei diritti! Promuovere l'organizzazione, la mobilitazione contro la riforma delle pensioni e dei diritti del lavoro e la costruzione di un progetto popolare con autonomia di classe. Catalizzare l'insoddisfazione popolare in rivolta e avanzare nella lotta nei luoghi di militanza. Non si deve fare nessun affidamento nelle soluzioni derivanti dalla riorganizzazione della sinistra e dagli accordi della cupola per salvare la democrazia borghese. Nessuno ha il coniglio nel cilindro, la soluzione è quella di costruire un'organizzazione popolare nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi di lavoro con i poveri e gli oppressi. Dobbiamo esigere la sospensione di tutte le misure anti-politiche avviate nel governo del PT e proseguite dal colpo di stato Temer.

Il momento non è favorevole per noi oppressi ed oppresse, ma la crisi e la disputa tra le élite aprono margini per altri progetti. Abbiamo bisogno di usare l'insoddisfazione per delegittimare il sistema e canalizzare lotta sociale.

Democrazia diretta subito!
Per la sospensione di tutte le misure antipolitiche!
Contro l'austerità e contro i tagli ai diritti!
Fuori i golpisti del Globo!
Costruire il Potere Popolare contro l'austerità e contro la repressione!

(traduzione a cura di AL/fdca - Ufficio Relazioni Internazionali)

brazil/guyana/suriname/fguiana / miscellaneous / opinion / analysis Monday May 29, 2017 22:42 byBrazilian Anarchist Coordination

Text by the Brazilian Anarchist Coordination (Coordenação Anarquista Brasileira, CAB) on the current situation in Brazil.

[Português] [Castellano] [Italiano]

Direct democracy now! Block the reforms in the streets and build Popular Power!

Brazilian Anarchist Coordination (Coordenação Anarquista Brasileira – CAB)

Brazil is experiencing a political earthquake, laying bare the rottenness of the country's elites and further weakening the ties that sustain them in power. The orchestrated operation that enabled the recording between President Michel Temer and the owner of JBS, the largest meat company in the world, changes the balance of forces in the country and pours petrol on the political and social crisis. With the political instability it is more difficult for the government to mobilize its base and move forward with the Labor Rights and Pension Reforms, the biggest attacks on the oppressed class. But this is no reason to celebrate and we must not be complacent about these struggles. Now is the time to intensify the struggle, to generalize the mobilizations with the blockading of streets, work stoppages building towards the general strike to block the social cuts and reforms. We must deepen democracy, but direct democracy, where workers in their places of work, study and residence decide the direction of the country. We can not accept the crumbs from those at the top, we need to impose a popular program of social rights built and decided by the people. We need to build direct democracy – outside the agreements of those at the top – in neighborhoods, in slums, in villages, in land and housing occupations, in factories, in schools.

The coup that brought down the PT/PMDB’s fourth mandate in the presidency made it possible to begin a successful first round of harsh anti-people measures at an overwhelming pace, with broad support in Congress and in the media, notably the Globo television network. Temer approved the high school education reform, the PEC spending cap bill, the outsourcing bill, privatizations and several more attacks – initiated during the PT government itself. Decades of bureaucratization of struggles by the large trade unions centrals and the practice of co-opting leaders of big social movements by the PT helped, and is still helping, to demobilize the people and impede the generalization of resistance against these attacks. Despite this, other sectors such as high school students and indigenous people are breathing new life into the social struggle. The growth of popular dissatisfaction with Temer’s labour and pension reforms manifested itself with great impact in the streets, in the mobilizations by the general strike of 15 and 28 April, forcing the coup makers to back down with their proposals.

With more than 90% rejection, the Temer government doesn't even have the legitimacy to sustain this false democratic system. This serves only to maintain the businessmen and political class robbing and killing the people. Lula and Dilma’s government of class conciliation was a government for businessmen and the rich, with a few crumbs for the poor. And the innumerable accusations of corruption only make evident the disgusting relationship of favoritism that exists between big business and the state. The cases of corruption are not isolated incidents but what makes the wheels of the state and private sector turn. That is, the representative system does not serve the interests of the people but those of capitalism, so that the political and business class can advance their projects.

That is why “magic solutions” like privatization, outsourcing, attacks on workers’ rights only serve to make businessmen profit more. Attacks on social rights, attacks on indigenous people and their territories, on peasants and the landless, on women, LGBTQIs, the genocide of blacks and residents of slums and poor neighborhoods and the criminalization of poverty are the same. They are all measures and policies for the right wing and conservative sectors, businessmen, landowners, bankers to impose their ideology, profit more, concentrate more wealth and exploit the people more. Businessmen, like João Dória, are no different from other politicians, they are enemies of the people. If professional politicians are in disrepute the justice system tries to assert legitimacy with anti-corruption operations in order to increase its power in the state structure. The heads of the Judiciary, Federal Police and Public Prosecutor’s Office, with sectors directly aligned to the United States, have massive support from the Globo network to accumulate power with dangerously authoritarian biases. It is necessary to repudiate this escalation and to avoid any illusion in salvation by bourgeois justice.

The old media plays a crucial role in the tangle of ruling class interests. The Globo network, which supported the Parliamentary Judicial Media Coup, engineered and legitimized the current coup and has now placed itself on the stronger side, with the Attorney General’s Office (PGR, Procuradoria-Geral da República), for the departure of Temer. The purpose is to recuperate the conditions to approve the reforms with the election of a new president by indirect elections. We can not underestimate the role that communication giants play in the ideological field. Globo’s turn against Temer does not signify any advance for the popular camp. In the discrediting of professional politicians it discards old bets, like Aécio Neves, and orients its agenda by the worldwide tendency to leverage the candidacies of personalities seemingly “from outside” the political-partisan camp. They seek to put in place subjects directly from the business community (Doria, Meirelles), the judiciary (Nelson Jobim, Carmem Lúcia, Joaquim Barbosa), or even the entertainment media (Luciano Huck). It is strategic to advance in the discrediting of the old media and to strengthen the demand for the democratization of communication with restrictions to the power of these companies, as well as to strengthen popular means of communication.

It is still necessary to question the reason for the denunciations only arriving at this moment. Even though they have discarded some politicians and triggered some instability, the action shows loyalty in the agreements between state and capital. The criterion is economic and there is an interest in defending a company that recently faced the Carne Fraca (“Weak Meat”) operation; an action that, if on the one hand has demonstrated the terrible conditions in which our food is produced, first served the US interests of weakening a competitor in the international dispute of the meat market. It should be noted that it was the PT/PMDB government that fattened JBS up through BNDES with millions of dollars, transforming the company into one of the largest in the world.

From Below and to the Left, Direct Democracy now!

The fact is that the demand that brought many people onto the streets in this 1 year of Temer government could become reality: Michel Temer’s departure from the presidency of the republic. And we ask ourselves: what now? What is the next step? We know that with the coup makers weakened and their parliamentary base oscillating, there is a lack of conditions to continue the process of labor and pension reform. Now it is urgent to generalize the struggle against the reforms and to take back the rights that were rolled back by coup makers from the past and the present conjuncture, the PT/PMDB. In addition to blocking the reforms we need to build a project that makes the rich pay for the cost of the crisis and that recognizes the political, business and media elite as enemies of the people. Big companies like JBS owe the government more than 400 billion, about three times the amount they contribute to the false social security deficit.

Only the organization of the people and pressure in the streets can prevent the reforms and attacks on social rights. Nothing from parliament will go in that direction. We have to prevent businessmen and the political elite from making their summit agreements and coups in order to proceed with their project. Mobilization and popular pressure are necessary and urgent now to block the reforms from moving forward amid this instability. They are necessary pressures to impose a popular agenda on the government, even in the case of a direct election. And the mobilization of the people today is urgent to prevent the worst case scenario, which is a suspension of the elections in 2018 through a political-military intervention and the persecution of the combative sectors of the left.

The electoral left demands rights now so that the Presidency of the Republic and lulismo (Lula-ism) can appear, as in previous years, managing to present itself as a supposed popular exit in the middle of the earthquake of the political crisis. We can not deceive ourselves! We have affirmed and continue affirming: we must overcome petismo (PT-ism) and all its inheritance on the left. The belief that Lula will have to deal with the crisis and bring about improvements in the living conditions of those at the bottom of society does not hold up. An election of Lula would only represent another class pact with the bourgeoisie and the bosses, in even more withdrawn terms than in previous years.

The important thing at the moment is that the struggle has to be from below and in the streets in order to advance a popular rights program! Promote organization, mobilization against the pension and labor rights reform, and for the construction of a popular project based on class independence. Catalyze popular dissatisfaction in revolt and advance in grassroots struggles. Do not allow yourself to be carried away by immediate solutions, in this process of reorganization of the left and summit agreements to save bourgeois democracy. There is no rabbit in a top hat, the way out is to build popular organization in the neighborhoods, in schools, in workplaces with the poor and oppressed people. We must demand the suspension of all the anti-people measures initiated by the PT government and continued by the coup leader Temer.

The moment is unfavorable for us oppressed, but the crisis and the dispute between the elites open up space for other projects. We need to use the dissatisfaction to delegitimize this system and channel the social struggle.

Direct Democracy now!
For the suspension of all anti-people measures!
Against the fiscal adjustment and rights cuts!
Away with Globo coup makers!
Build Popular Power against austerity and repression!


English translation by Jonathan/ZACF

brazil/guyana/suriname/fguiana / repressão / prisioneiros / opinião / análise Thursday May 25, 2017 12:19 byCoordinación Anarquista Brasileña

Texto de la CAB acerca de situación en Brasil.

[Português] [English] [Italiano]

¡Democracia directa ya! ¡Barrar las reformas en las calles y construir el Poder Popular!

Coordinación Anarquista Brasileña (Coordenação Anarquista Brasileira–CAB)

Brasil vive un terremoto político, escancando la podredumbre de las élites del país y debilitando aún más los lazos que las sostienen en el poder. La operación orquestada que posibilitó la grabación entre el presidente Michel Temer y el dueño de JBS, la mayor empresa de carnes del mundo, altera la correlación de fuerzas en el país y juega gasolina en la crisis política y social. Con la inestabilidad política, el gobierno tiene más dificultades para movilizar su base y avanzar con las reformas de la jubilación y de los derechos de los trabajadores, los mayores ataques a la clase obrera. Eso no es motivo para conmemorar, no debemos sacar peso destas luchas. Ahora es la hora de avanzar, masificar las movilizaciones con el bloqueo de las calles, paralizaciones hacia la huelga general para trancar los recortes sociales y las reformas. Debemos profundizar la democracia, pero la democracia directa, donde las / las trabajadoras / es en sus locales de trabajo, estudio y vivienda decidan el rumbo del país. No podemos aceptar las migajas de los de arriba, necesitamos imponer un programa popular de derechos sociales construido y decidido por el pueblo. Necesitamos construir la democracia directa, en los barrios, en las favelas, en los barrios pobres, en las ocupaciones de tierra y de vivienda, en las fábricas, en las escuelas fuera de los acuerdos de los de arriba.

El golpe que destituyó el cuarto mandato del PT / PMDB de la presidencia posibilitó en su empiezar un éxito en aprobar duras medidas contra el pueblo en un ritmo abrumador, con amplio apoyo en el congreso y en los medios, principalmente de la red de telivision Globo. Michel Temer aprobó la reforma de la enseñanza, la ley del techo de gastos, ley de la tercerización, privatizaciones y distintos ataques – empiezados os durante el propio gobierno del Partido de los Trabajadores (PT). Décadas de burocratización de las luchas por las grandes centrales sindicales y la práctica de la cooptación de dirigentes de grandes movimientos sociales por el PT, ayudaron y aún ayudan a desmovilizar al pueblo y dificultan la masificación de la resistencia contra estos ataques. A pesar de ello, otros sectores como los estudiantes y indígenas, dan el aliento renovado a la lucha social. El crecimiento de la insatisfacción popular con las reformas de la jubilación y laborista de Temer se manifestó con gran impacto en las calles, en las movilizaciones por la huelga general de los días 15 y 28 de abril, haciendo los golpistas retrocedieren con sus propuestas.

Con más del 90% de rechazo, el gobierno Temer no tiene legitimidad ni para sostener ese falso sistema democrático. Esto sólo sirve para mantener a los empresarios y la clase política robando y matando al pueblo. El gobierno de conciliación de clases de Lula y Dilma fue un gobierno para los empresarios y ricos, con algunas migajas para los pobres. Y las innumerables denuncias de corrupción sólo dejan evidente la asquerosa relación de favorecimiento que existe entre grandes empresas y el Estado. Los casos de corrupción no son hechos aislados, pero es lo que hace mover la rueda del Estado y del sector privado. Es decir, el sistema representativo no sirve para los intereses del pueblo, sino para el capitalismo, para que la clase política y empresarial pueda hacer avanzar sus proyectos.

Por eso las "soluciones mágicas" como privatizaciones, tercerizaciones, ataques a los derechos laborales sólo sirven para que los empresarios se beneficien más. De la misma forma son los ataques a los derechos sociales, ataques a los indígenas y sus territorios, sin tierras y campesinos, a las mujeres, LGBTTs, el genocidio del pueblo negro y moradores de favelas y barrios pobres, la criminalización de la pobreza. Todas son medidas y políticas para que la derecha y los sectores conservadores, empresarios, terratenientes, banqueros imponen su ideología, lucren más, concentren más riqueza y exploten más al pueblo. Los empresarios, como João Dória, no son distintos de los demás políticos, son enemigos del pueblo. Si los políticos profesionales están en descrédito, el sistema de justicia intenta valerse de legitimidad con las operaciones anticorrupción para aumentar su poder en la estructura de Estado. La cúpula del Poder Judicial, la Policía Federal y el Ministerio Público, con sectores alineados directamente a Estados Unidos, cuentan con el apoyo masivo de la red Globo para acumular poder con sesgos peligrosamente autoritarios. Es preciso repudiar esa escalada y evitar cualquier ilusión en salvación por la justicia burguesa.

Los viejos medios desempeñan un papel crucial en la maraña de intereses de la clase dominante. La red Globo, la misma que apoyó el Golpe Midiático Jurídico Parlamentario, construyó y legitimó el golpe actual, ahora se coloca del lado más fuerte, con la Procuraduría General de la República (PGR) por la salida de Temer. El propósito es recuperar las condiciones para aprobar las reformas con la elección de un nuevo presidente por elecciones indirectas. No podemos menospreciar el papel que las gigantes de comunicación cumplen en el campo ideológico. La posición de la Globo contra Temer no significa ningún avance para el campo popular. En el descrédito de los políticos profesionales ella descarta antiguas apuestas, como Aécio Neves, y orientan su agenda por la tendencia mundial de apalancar las candidaturas de personalidades aparentemente "de fuera" del campo político-partidária. (Doria, Meirelles), del poder judicial (Nelson Jobim, Carmem Lúcia, Joaquim Barbosa), o incluso de los medios de entretenimiento (Luciano Huck). Es estratégico avanzar en el descrédito de los viejos medios y fortalecer la pauta de la democratización de la comunicación con restricción al poder de estas empresas, así como fortalecer los medios de comunicación populares.

Es necesario cuestionar el motivo de que las denuncias lleguen sólo en este momento. A pesar de que han descartado algunos políticos y desencadenado cierta inestabilidad, la acción demuestra lealtad en los acuerdos entre Estado y capital. El criterio es económico y hay interés en defender una empresa que recientemente enfrentó la operación “Carne Débil”; Una acción que, si por un lado demostró la pésima condición que nuestra comida es producida, atendió primero a los intereses estadounidenses de debilitar a un competidor en la disputa internacional del mercado de la carne. Cabe señalar que fue el gobierno del PT / PMDB que engordó a JBS vía BNDES con fomentos millonarios, transformando la empresa en una de las más grandes del mundo.

¡Abajo y Izquierda, Democracia Directa ya!

El hecho es que la pauta que llevó a muchas personas a las calles en ese 1 año de gobierno Temer puede convertirse en realidad: la salida de Michel Temer de la presidencia de la república. Y nos preguntamos: ¿y ahora? ¿Cuál es el siguiente paso? Sabemos que con los golpistas debilitados y su base parlamentaria oscilante, faltan condiciones para dar continuidad en la tramitación de las reformas laborales y de la previsión. Ahora es urgente masificar la lucha contra las reformas y retomar los derechos que fueron retirados por golpistas del pasado y de la actual coyuntura del PT / PMDB. Además de parar las reformas, necesitamos construir un proyecto que haga que los ricos paguen la cuenta de la crisis y que reconozca a la élite política, empresariado y medios de comunicación como enemigos del pueblo. Las grandes empresas como JBS deben al gobierno más de 400 mil millones, cerca de tres veces el valor que agregan al falso déficit de la Seguridad Social.

Sólo la organización del pueblo y la presión en las calles pueden impedir las reformas y los ataques a los derechos sociales. Nada saldrá en el sentido del parlamento. Tenemos que impedir que los empresarios y la elite política hagan sus acuerdos de cúpula y golpes para seguir con su proyecto. La movilización y la presión popular son necesarias y urgentes ahora para impedir el avance de las reformas en medio de esa inestabilidad. Son presiones necesarias para imponer al gobierno las pautas populares, también en el caso de una elección directa. Y la movilización del pueblo hoy es urgente para impedir el peor de los escenarios, que es una suspensión de las elecciones en 2018 a través de una intervención político-militar y la persecución a los sectores combativos de la izquierda.

La izquierda electorera exige directas ya a la Presidencia de la República y el lulismo puede aflorar, como en años atrás, logrando presentarse como supuesta salida popular en medio del terremoto de la crisis política. ¡No podemos engañarnos! Hemos afirmado y continuamos afirmando: hay que superar el petismo y toda su herencia en la izquierda. La creencia de que Lula tendrá como enfrentar la crisis y traer mejoras en las condiciones de vida de los de abajo no se sustenta. Una elección de Lula representaría sólo otro pacto de clases con la burguesía y los patrones, en términos aún más recuados que de los años anteriores.

Lo importante en este momento es que la lucha tiene que ser desde abajo y en las calles para hacer avanzar un programa popular de derechos! Promover organización, movilización contra la reforma de la jubilación y de los derechos laboristas y por la construcción de un proyecto popular con independencia de clase. Catalizar la insatisfacción popular en revuelta y avanzar en las luchas en los locales de militancia. No se dejar llevar por soluciones pontuales, en ese proceso de reorganización de la izquierda y acuerdos de cúpula para salvar la democracia burguesa. No hay conejo en cartulina, la salida es construir organización popular en los barrios, en las escuelas, en los locales de trabajo con el pueblo pobre y oprimido. Debemos exigir la suspensión de todas las medidas antipolíticas iniciadas en el gobierno PT y continuadas por el golpista Temer.

El momento es desfavorable para nosotros oprimidos y oprimidas, pero la crisis y la disputa entre las élites abren margen para otros proyectos. Necesitamos utilizar la insatisfacción para deslegitimar ese sistema y canalizar la lucha social.

¡Democracia directa ya!
¡Por la suspensión de todas las medidas antipolíticas!
¡Contra el ajuste fiscal y los recortes en los derechos!
¡Fuera Globo golpista!
¡Construir el Poder Popular contra el ajuste y la represión!

image Protesta en San Pablo (Brasil) 0.12 Mb

brazil/guyana/suriname/fguiana / miscellaneous / feature Sunday May 21, 2017 23:19 byBruno Lima Rocha
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O ex-deputador federal Eduardo Cunha e o futuro ex-presidente Michel Temer

Como o país inteiro sabe, às 19.30 no sítio eletrônico do Jornal O Globo, o colunista Lauro Jardim deu a mãe de todos os furos (ver: http://migre.me/wDFem). Imediatamente a emissora líder entrou de plantão, a nota chegou ao Congresso nacional, as duas sessões (Câmara e Senado) foram suspensas e o Planalto chamou uma reunião de emergência, com a presença dos ministros de confiança do presidente Michel Temer e do presidente da Câmara, Rodrigo Maia (DEM-RJ). Nesta reportagem bombástica, haveria evidência o suficiente para imputar ação criminosa do presidente da República no exercício do cargo, assim como uma compra de “ajuda financeira” para a defesa legal do senador Aécio Neves (PSDB-MG) com lavagem na sequência, através de empresa do também senador tucano e mineiro, Zezé Perrella.
A delação dos irmãos Joesley e Wesley Batista foi uma ação coordenada, com orientação direta da Polícia Federal, com altíssimo critério na produção de provas materiais irrefutáveis e com o estilo e padrão do FBI, a polícia federal dos EUA. Microchips em mochilas contendo dinheiro, notas seriadas e fotografadas, microfones de bolso ou discretos para induzir os alvos a falar, cometendo revelações criminosas. Quem conhece um pouco desse padrão sabe sua origem e a capacidade devastadora no ambiente político.

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Employees at the Zarfati Garage in Mishur Adumim vote to strike on July 22, 2014. (Photo courtesy of Ma’an workers union)

Employees at the Zarfati Garage in Mishur Adumim vote to strike on July 22, 2014. (Photo courtesy of Ma’an workers union)

Brazil/Guyana/Suriname/FGuiana

Tue 30 May, 21:07

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Corte de rua e barricada no estado do Paraná. imageDemocracia direta já! Barrar as reformas nas ruas e construir o Poder Popular! May 30 05:32 by Coordenação Anarquista Brasileira 1 comments

corte_de_rua_parana_1.jpg imageDemocrazia diretta subito! Fermare le riforme nelle strade e costruire il potere popolare! May 29 22:49 by Coordinamento Anarchico Brasiliano 0 comments

Blockaded road in the state of Parana. imageDirect democracy now! Block the reforms in the streets and build Popular Power! May 29 22:42 by Brazilian Anarchist Coordination 0 comments

Barricadas en Paraná (Brasil) image¡Democracia directa ya! ¡Barrar las reformas en las calles y construir el Poder Popular! May 25 12:19 by Coordinación Anarquista Brasileña 1 comments

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